Il culto della fine del mondo comincia a stufare

La messinscena della piccola Greta al vertice dell’ONU sul clima il 23 settembre, la sua denuncia da copione dei leader mondiali e lo spettacolo vergognoso offerto da molti di questi, che assecondavano le sue invettive, hanno concorso a screditare più che rafforzare la campagna popolare della lobby dei cambiamenti climatici.
Il noto astrofisico inglese Piers Corbyn, noto per dire pane al pane e vino al vino, ha scritto su twitter.com: “Ascoltare una fanciulla ignorante e lavata nel cervello è da stolti. Io sono un vero scienziato in fisica, meteorologia, astrofisica e clima e dico che Greta Thunberg ha torto ed è vittima di abuso mentale da parte di adulti manipolatori”.
Come hanno fatto notare altri osservatori razionali, le vedute di Greta Thunberg e dei suoi sostenitori sono tipicamente quelle di chi è cresciuto nelle comodità del mondo moderno e devono solo girare l’interruttore per avere la corrente, che danno per scontate le cure mediche più moderne e hanno un sacco di tempo libero. Il paradosso della lobby delle emissioni azzerate è lampante, se si considera che, per raggiungere New York senza emissioni, Greta ha viaggiato sulla barca di un miliardario sponsorizzato dallo Yacht Club di Montecarlo. Da New York al Canada ha viaggiato su una Tesla generosamente messa a disposizione da Arnold Schwarzenegger. Si tratta di lussi concessi solo dal progresso dell’industria, dell’agricoltura e delle infrastrutture avversate dalle manifestazioni di Fridays4Future.
Greta Thunberg ha detto che avrebbe dovuto essere a scuola e non protestare all’ONU e in giro per il mondo. Ma quanti tra i poveri del mondo sognano di poter recarsi a scuola ogni giorno e ricevere un’istruzione? L’adolescente svedese sostiene che la sua generazione sia stata privata dei propri sogni e della fanciullezza. Ma nell’ultimo secolo l’aspettativa di vita dei fanciulli è aumentata significativamente. Chi vuole tornare indietro o impedire che lo stesso accada nel Terzo Mondo?
Matt Bevin, il governatore del Kentucky, uno Stato minerario, ha colto nel segno quando il 25 settembre, a una conferenza su “Energia a basso costo: fondamenta per un rinascimento delle manifatture”, ha detto che, visitando l’Africa, si è colpiti dall’inquinamento, dal degrado della qualità dell’aria e dell’acqua, che opprimono i popoli privi della tecnologia e delle risorse che noi abbiamo. “Niente ha fatto più dell’energia affidabile e a buon mercato, per sollevare la gente dalla povertà”, ha concluso.
Brendan O’Neill, direttore della rivista online Spiked, ha scritto sulla propria pagina in Rete che “se si vuole veramente che un fanciullo parli all’ONU, allora perché non un adolescente dall’Africa o dall’India, che crede che la crescita economica non sia una favola ma sia assolutamente essenziale per liberarlo dalla povertà? Abbiamo ascoltato fin troppo occidentali borghesi che pensano che la crescita sia ‘oh, terribile!’. Ascoltiamo qualcuno, tra i miliardi di coloro che sono in profondo disaccordo con questa spazzatura pessimistica, anti-umana e occidente-centrica”.
L’intervento di Greta al vertice dell’ONU sul clima è stato “uno spettacolo profondamente inquietante”, ha continuato O’Neill, mettendo in mostra una giovane ragazza “che è pervasa dal terrore, da una fede morbosamente debilitante nella prossima fine della vita così come la conosciamo”. “Non si sarebbe potuta pretendere una prova più schiacciante che l’ideologia verde sta seriamente rovinando la prossima generazione, gonfiandola di paura, panico e [portandola a] un credenza squilibrata che la fine del mondo sia vicina”.
Lo stesso Guterres ha messo involontariamente in risalto l’irrazionalità della campagna, commentando che “la natura è arrabbiata” per l’inquinamento. Ci rimanda agli antichi culti pagani che richiedevano i sacrifici umani per “placare la rabbia degli dei”.
L’aspetto peggiore del messaggio apocalittico, ha osservato Helga Zepp-LaRouche, è infatti che esso nega l’inerente capacità dell’uomo di risolvere i problemi tramite le scoperte scientifiche e la tecnologia. Questo principiò è invece dimostrato dalla storia.

Lettera all’ONU di 500 scienziati non addomesticati: non è emergenza climatica

In una lettera indirizzata al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, oltre 500 scienziati di tutto il mondo hanno affermato che “non esiste un’emergenza climatica”. La lettera è un’evoluzione della Petizione sul Riscaldamento Globale Antropogenico indirizzata alle istituzioni italiane da autorevoli scienziati italiani nel giugno scorso, fatta poi circolare in Europa e negli Stati Uniti d’America.
La lettera di accompagnamento della petizione dichiara: “I modelli sul clima su cui si basa attualmente la politica internazionale non sono adatti allo scopo. Perciò, è tanto crudele quanto imprudente chiedere di sperperare migliaia di miliardi sulla base dei risultati di tali immaturi modelli. Le attuali politiche sul clima danneggiano gravemente e inutilmente il sistema economico, mettendo a rischio la vita di esseri umani nei Paesi a cui è negato l’accesso a energia elettrica economica e continuata”.
“La sollecitiamo a seguire una politica sul clima basata su scienza solida, politica economica realistica e interesse genuino per coloro che sono danneggiati dai costosi ma inutili tentativi di mitigarlo”.
I firmatari chiedono all’ONU anche di “organizzare assieme un incontro costruttivo ad alto livello tra scienziati di livello mondiale di ambo le parti del dibattito sul clima per i primi dell’anno 2020. L’incontro terrà fede al solido e antico principio di scienza nonché di giustizia naturale secondo il quale entrambe le parti dovrebbero essere ascoltate pienamente ed equamente. Audiatur et altera pars!”
Gli scienziati, tecnici e ricercatori di tutto il mondo hanno sottoscritto la petizione e la proposta di creare un “Gruppo di Intelligence Globale sul Clima” per coordinare una campagna internazionale sul tema. Il coordinatore è il prof. Guus Berkhout, docente emerito di Geofisica al Politecnico di Delft e membro della Koninklijke Nederlandse Akademie van Wetenschappen. Un altro firmatario, Lord Christopher Monckton, ha pubblicato una nota su wattsupwiththat.com, annunciando che il gruppo pubblicherà scritti, organizzerà conferenze e fornirà relatori per “bilanciare la pseudo-scienza unilaterale ed errata che oggi va per la maggiore”.