In data 26 marzo 2014 il Consiglio Provinciale di Bologna ha dato notizia dell’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno presentato dal consigliere Fabio Tartarini per la separazione bancaria e per “rilanciare l’economia”.

Seguono il comunicato per la stampa e il testo presentato al Consiglio il 18 febbraio scorso.

Separazione tra banche commerciali e banche d’affari
Richiesta unanime del Consiglio in un odg per rilanciare l’economia

La separazione tra banca commerciale e banca d’affari mediante un disegno di legge che “ponga in equilibrio imprese e famiglie così da rilanciare l’economia reale” è il tema dell’odg approvato all’unanimità nell’ultima seduta del Consiglio provinciale.

Il documento, proposto in aula da Fabio Tartarini del Gruppo Misto, impegna la Presidente e la Giunta provinciale a “sollecitare il Governo italiano in tal senso secondo i principi e il modello del Glass-Steagall Act”, il provvedimento con cui nel 1933 gli Usa disposero la separazione tra le banche dedicate al credito per le imprese e le famiglie da un lato e quelle di natura finanziaria dall’altro, che l’Italia recepì nel 1936 per poi abolirlo nel 1993.

Il testo prende le mosse dalla crisi finanziaria internazionale, “iniziata nell’agosto del 2007 e acuitasi nell’autunno del 2008 con il fallimento del sistema bancario americano” che ha “mortificato e tuttora compromette l’intero settore produttivo e industriale mondiale”. Considerando questa crisi strutturale, e radicata “nelle probabili disfunzioni del sistema bancario e finanziario, in particolare nel suo contrastato rapporto con la cosiddetta economia reale”, nonché la conseguente revoca dei crediti e mancata concessione di nuovi, per cui “continua a crescere il numero d’imprese costrette a cessare la propria attività” con incremento della disoccupazione e “collasso economico e sociale delle famiglie”, l’odg richiama i concetti del “too big to fail” e del “bail-in”: non solo “gli istituti bancari sono diventati grandi a tal punto che il loro fallimento viene considerato come una eventualità tanto disastrosa quanto insostenibile” mentre “i fondi utilizzati per il salvataggio delle banche avrebbero potuto avere una diversa e più efficace destinazione, quale il sostegno all’impresa e all’occupazione”, ma si sono diffuse notizie per cui a partire dal 2018 il ripianamento degli eventuali fallimenti delle banche verrebbe trasferito dai fondi pubblici al sistema finanziario privato.

Per “arrestare la finanziarizzazione parossistica dell’economia” e rilanciare il sistema produttivo, il Consiglio unanime chiede quindi alla Presidente e alla Giunta di farsi portavoce presso il Governo della richiesta di un disegno di legge che tenga conto “della esigenza di valorizzare un modello di banca tradizionale, anche a vocazione territoriale, ex articolo 117 della Costituzione, e cooperativo, non speculativa, che ponga in equilibrio imprese e famiglie cosi da rilanciare l’economia reale, valorizzando il ruolo dei soggetti pubblici che possano occupare gli spazi lasciati vuoti dal sistema bancario e che lavorino in modo sinergico con le banche del territorio”.

Circa la questione bail-in, si richiede l’impegno a invitare il Parlamento europeo, la BCE e l’Ecofin a rivedere le regole comuni “in ordine alla patrimonializzazione delle banche e alle garanzie dei depositi, nella gestione di una crisi creditizia,affinché siano esclusi, insieme ai fondi pubblici degli Stati, anche i depositi delle imprese, non esercitanti attività di natura finanziaria, e i depositi dei risparmiatori e delle famiglie, anche se non garantiti”.

In allegato l’odg completo.

Il responsabile dell’ufficio stampa (r.m.)

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PDF: 140325_OdG_Tartarini_Bologna_Glass-Steagall