Il candidato presidenziale più pericoloso per Wall Street è Martin O’Malley

La spudorata lode del Presidente americano Barack Obama per Hillary Clinton, nell’intervista concessa al settimanale Politico, è presumibilmente fatta su ordine di Wall Street, nel tentativo di salvarne la campagna elettorale.

Obama s’è spinto un po’ lontano. Ha infatti affermato che la guerra in Libia fu per lui una scelta difficile, finalmente presa grazie alla determinazione dalla Clinton. Il giorno precedente già l’ex Segretario della Difesa Robert Gates aveva affermato che la Clinton fu l’unica funzionaria della Casa Bianca a ritenere necessaria quella guerra “al fine del cambiamento di regime”.

L’odierna Libia, un porto sicuro per terroristi di ogni sorta e una fonte di armi il cui traffico termina in Siria, è il prodotto dell’assassinio del suo Presidente Mu’ammar Gheddafi ordinato illegittimamente da Obama. Ecco dunque la verità che Hillary Clinton si è sempre rifiutata di ammettere.

La moglie del Presidente Clinton, il quale aveva chiesto una “Nuova Architettura Finanziaria” a livello mondiale, è invece favorevole a Wall Street e non esita in fatto di guerre: ciò è sufficiente per desiderare che non venga scelta dai democratici per le elezioni presidenziali. Wall Street si avvia al crac finale e il sostegno che Hillary Clinton continua a darle non fa che screditarla come candidata.

C’è, lo ricordiamo, un candidato alla nomina democratica che dall’inizio della sua candidatura il Wall Street Journal definì “il nemico numero 1” della cricca di speculatori finanziari sul suolo americano. Martin O’Malley parla di separazione bancaria sin dal maggio del 2015.

Non è veramente nemico di Wall Street invece il Senatore Bernie Sanders, anche se viene promosso come tale, una frode nella frode.

L’economista americano Lyndon LaRouche ha affermato in proposito:

“È ovvio che O’Malley è la persona giusta. La sua visione converge con la mia su molti aspetti, in particolare l’urgenza di chiudere Wall Street prima che la nazione ne venga distrutta. Sostengo pienamente O’Malley perché occorre contrastare tutti gli altri fantocci che sono in lizza e che devono essere lasciati cadere. Parlo anche di Trump e di Hillary”.

O’Malley, ha aggiunto LaRouche, ha in mente la politica adatta per la questione più cruciale e deve solo convincersi di poterla portare avanti, e di avere il potere per portarla avanti.

Consideriamo la devastazione degli Stati Uniti dovuta a Wall Street, per tutto il periodo delle Presidenze di Bush, Jr. e Obama. Pensate alle epidemie di tossicodipendenza (eroina, in primo luogo), di suicidi e di mera mortalità che, settimana dopo settimana, aumentano anche nella popolazione bianca e non ispanica. Il processo è in corso dall’anno 2000.

Perché, ha chiesto LaRouche, cresce il numero di americani che assumono in massa comportamenti suicidi? Perché, dalla Presidenza di G. W. Bush, Jr. e per tutta la Presidenza di Barack Obama hanno accettato condizioni di vita sempre più estreme, imposte loro dal collasso di Wall Street.

Sbarazziamoci dei fantocci e chiudiamo Wall Street. Organizziamo la nuova Presidenza degli Stati Uniti d’America, conclude il LaRouche Political Action Committee.