Il cammino della pace globale è definito da una missione unificata di esplorazione dello spazio

Pubblichiamo una dichiarazione di Kesha Rogers, ex candidata larouchiana al Senato in Texas, due volte vincitrice delle primarie democratiche in quello stato.

Il 25 marzo 2016 il Segretario di Stato John Kerry ha tenuto una conferenza stampa insieme al Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. A séguito di alcune discussioni con Lavrov e il Presidente russo Vladimir Putin e degli sviluppi in Siria dovuti a Putin stesso, Kerry ha definito ciò che è necessario per giungere alla definitiva cessazione delle ostilità, a livello globale. Kerry ha descritto il suo incontro con l’astronauta Scott Kelly, reduce da trecentoquaranta giorni di vita sulla Stazione Spaziale Internazionale, e con il cosmonauta russo Mikhail Kornienko suo compagno di missione: il contribuito dei due nello studio degli effetti a lungo termine sul corpo umano della permanenza fuori dell’atmosfera e in assenza apparente di gravità è un esempio di ciò che richiede la collaborazione nella diplomazia internazionale, se si vuole lavorare assieme alla risoluzione di problemi comuni e approfondire la comprensione della stessa natura umana.

È possibile ottenere pace e collaborazione tra le nazioni?

La risposta ovvia è affermativa; si può, a patto che si agisca liberandosi una volta per tutte di un morente impero britannico e del Presidente Barack Obama. Il nostro programma spaziale, di cui è responsabile la NASA, deve essere ripristinato, poiché abbiamo bisogno di una scintilla per una vera ripresa economica nazionale. Questa operazione deve essere fatta in vista di una collaborazione tra gli Stati Uniti e le nazioni russa e cinese, oltreché con altre, definendo così un nuovo paradigma per l’umanità. Tale nuovo paradigma è illustrato dalla tenace promozione da parte della Cina dei “corridoi di sviluppo” della Nuova Via della Seta e della cooperazione, più in generale, in tutto il mondo, e dalla sua leadership nell’esplorazione spaziale (vedi ad esempio la sua intenzione di inviare un veicolo [rover] sulla crosta lunare che finora è rimasta inesplorata, facendo prevedere nuove scoperte). Il Presidente Obama ha sabotato pesantemente i programmi della NASA, compromettendo completamente il futuro della nostra nazione con attacco frontale e completo. La domanda è dunque: per quanto tempo ancora permetteremo che questa scelta criminale resti la politica ufficiale?

Ciò che ha dichiarato il Segretario Kerry è giusto: la base della cooperazione internazionale è nella risoluzione di problemi, da quello dell’ISIS a quello della morte per eroina del tuo vicino di casa disoccupato, per fare due esempi. La risoluzione di simili problemi sarà possibile grazie ad una visione di pacifica collaborazione che per alcuni aspetti è già presente nel programma spaziale. Questa collaborazione deve essere allargata con il contributo cinese fino ad abbracciare tutte le altre nazioni del pianeta. Le nazioni devono unirsi grazie a cause comuni, contro l’impero britannico in bancarotta ma deciso a provocare guerre, e garantire che i coraggiosi pionieri dell’esplorazione spaziale non abbiano vissuto e non siano morti invano. È l’ora di ricondurre i bilanci e le politiche economiche al vero progresso umano e di dedicarsi appieno al destino che ci aspetta, come umanità, nella galassia.

Come candidata al Congresso in due campagne elettorali nella circoscrizione che rappresenta il Johnson Space Center e, ultimamente, come candidata al Senato, ho continuato a condurre la battaglia contro il continuo smantellamento del programma spaziale americano. Mi rivolgo qui alla comunità internazionale interessata allo spazio affinché risponda alla richiesta che le nazioni collaborino politicamente e abbattano una volta per tutte gli ostacoli posti al progresso. Questa è la ragione della mia felicità nell’annunciare l’iniziativa di una tavola rotonda internazionale sulla politica spaziale da tenere a Houston, nel Texas, nei pressi del Johnson Space Center. Mi appello ad astronauti, scienziati, ingegneri e legislatori affinché vengano e partecipino a questa discussioni indispensabile, per concordare una missione unificata per il progresso e per le relazioni pacifiche tra le nazioni.