Nel suo messaggio di fine anno, la fondatrice e presidente dello Schiller Institute internazionale, Helga Zepp-LaRouche, ha passato in rassegna gli sviluppi positivi dell’anno trascorso, che fanno ben sperare che la dinamica possa proseguire nel 2019.

Dal vertice di Singapore tra Trump e Kim Jong-un al riavvicinamento tra Cina e Giappone e tra Cina e India, l’Asia si è avviata con decisione sulla via della cooperazione economica e del superamento della geopolitica, sullo sfondo della strategia della Belt and Road.

“Ma forse lo sviluppo più interessante”, rimarca la signora LaRouche, “è l’annuncio da parte di Trump che gli Stati Uniti si ritireranno dalla Siria.” Ciò ha suscitato reazioni che fanno sorridere, perché molti di coloro che strillavano “yankee go home” appena qualche anno fa ora sostengono che gli Stati Uniti debbano assolutamente rimanere nella regione. “Pensateci un attimo: non è meglio che Trump mantenga la promessa elettorale di porre fine alle guerre permanenti dei suoi predecessori?” osserva la presidente dello Schiller Institute, tanto più che ha promesso di fare la stessa cosa in Afghanistan, dove una soluzione militare è impossibile.

In Africa abbiamo assistito a un’altra storica riappacificazione, tra Etiopia ed Eritrea, che si sta rapidamente espandendo a tutto il Corno d’Africa, anche qui trainato dal progresso della Belt and Road Initiative. Gli strateghi della geopolitica sono duri a morire, come mostra il recente documento strategico della Casa dei Lord britannica, ma la signora LaRouche invita a confrontare la povertà programmatica e intellettuale dei messaggi di fine anno dei leader occidentali con quello del Presidente cinese Xi Jinping e farsi un’opinione in merito. Xi ha potuto rivendicare con orgoglio i risultati del 2018: in un anno ridotta la povertà di altri dieci milioni; l’inaugurazione del ponte più lungo del mondo a Macao-Hong Kong; numerosi nuovi parchi industriali e altri progetti.

“Penso”, ha concluso la fondatrice dello Schiller Institute, “che nel 2019 affronteremo cambiamenti drammatici. È chiaro che il vecchio ordine si sta disintegrando e un nuovo ordine sta emergendo. Quale saranno esattamente i parametri, i principii, del nuovo ordine non è ancora deciso. Ma penso che se guardiamo ai concetti dei grandi pensatori del passato, che avevano la visione di una singola umanità e di uno sviluppo armonico di tutte le nazioni, sono questi i pensatori cui dobbiamo chiedere consiglio” (vedi https://schillerinstitute.com/blog/2019/01/01/new-years-message-from-helga-zepp-larouche/).