I Veterans Intelligence Professionals for Sanity (VIPS), un gruppo di veterani dell’intelligence americano ad alto livello, che i nostri lettori già conoscono (nella foto, Ray McGovern), hanno inviato una lettera aperta al Presidente Donald Trump il 21 dicembre, nella quale confutano la tesi di alcuni esponenti dell’Amministrazione e cavalcata dallo stesso Trump, secondo la quale l’Iran sarebbe uno dei principali sponsor del terrorismo internazionale. Questa “ambigua accusa”, stando alla lettera firmata da tutta la direzione dei VIPS e pubblicata da Consortium News, va invece rivolta “agli accusatori dell’Iran, prima tra tutti l’Arabia Saudita”. In realtà l’accusa di terrorismo è stata fatta “per giustificare la guerra con l’Iran” una volta smentita la finta notizia che possedesse armi nucleari.

“La descrizione dell’Iran come il principale stato sponsor del terrorismo non è sostenuta dai fatti”, scrivono i VIPS. “Anche se nel passato ha usato il terrorismo come strumento di politica nazionale, l’Iran del 2017 non è l’Iran del 1981. Nei primi tempi della Repubblica Islamica, agenti iraniani eseguivano regolarmente attentati, rapimenti e assassinii di dissidenti e di cittadini americani. Ma da molti anni non lo fanno più. Nonostante le frequenti affermazioni da parte di funzionari americani che l’Iran sostenga il terrorismo, notiamo che gli incidenti registrati ogni anno nel rapporto del Dipartimento di Stato Patterns of Global Terirrorism identificano raramente un incidente o atto terroristico come eseguito dall’Iran o per conto di esso”.

Quanto ai rapporti tra l’Iran e gli Hezbollah in Libano, i VIPS notano che forse erano subappaltati dall’Iran in passato, ma negli ultimi 20 anni sono diventati “un’entità e forza politica per conto proprio… gli Hezbollah, che ora fanno parte del governo libanese, hanno inoltre preso le distanze dalla violenza radicale e religiosa che caratterizza gli estremisti sunniti, come quelli dell’ISIS”.

I VIPS inoltre specificano che l’elenco di attacchi terroristici stilato dal governo americano dal 2001 “mostra un calo drammatico della violenza condotta dall’Iran e un corrispondente aumento di atti orribili da parte di musulmani sunniti radicali che non sono allineati con l’Iran. L’ultima edizione del Global Terrorism Index, un progetto del Dipartimento americano di Homeland Security, indica i quattro gruppi responsabili del 74% degli atti di terrorismo dal 2015, ovvero Boko Haram, Al-Qaeda, i Talebani e l’ISIS. Tredici dei 14 gruppi musulmani identificati dalla comunità di intelligence americana come ostili verso gli Stati Uniti sono sunniti, non sciiti, e non vengono sostenuti dall’Iran. Il 14esimo sono gli houthi nello Yemen.