I sovversivi di Washington: dalle guerre permanenti all’impeachment permanente

Quando, lo scorso dicembre, presso la Camera dei Rappresentanti i democratici hanno avviato il frenetico processo e votato sui due capi di accusa contro Trump, essi hanno giustificato la fretta con l’intenzione di ottenere l’impeachment entro la fine dell’anno. Era essenziale fare in fretta, sostenevano, perché ogni giorno in più che fosse rimasto in carica, Trump avrebbe rappresentato un pericolo per a) la sicurezza nazionale e b) elezioni oneste e legittime. Guidati dalla speaker Nancy Pelosi, i democratici sostenevano che le minacce fatte da Trump di bloccare gli aiuti militari se il governo ucraino non avesse indagato sugli oscuri affari dell’ex Vicepresidente Joe Biden (foto) e di suo figlio Hunter, fossero tali da indebolire l’Ucraina di fronte all’aggressione russa e da incrementare le chance del Presidente di essere rieletto.
Per far questo, hanno ignorato deliberatamente tre importanti fattori: non esistevano prove che Trump avesse minacciato o intimidito Zelens’kyj per ottenere vantaggi personali; l’effetto netto dell’intervento strategico di Trump è che si sono fatti passi avanti nella riduzione delle tensioni tra Mosca e Kiev grazie ai colloqui tra Putin e Zelens’kyj; l’inchiesta dell’inquirente speciale Robert Mueller non è riuscita a provare l’intervento russo a favore di Trump nel 2016.
Inoltre, se Nancy Pelosi e il suo stato maggiore fossero così convinti che il futuro dell’America è in pericolo senza l’immediata rimozione di Trump dalla carica, perché hanno poi deciso di non trasmettere i capi d’imputazione al Senato, così ritardando il processo? Invece, i democratici continuano a richiedere audizioni su presunte malefatte di Trump, e qualcuno di loro parla di due, tre o più impeachment, mentre si inventano nuove accuse.
Alcuni costituzionalisti, come Alan Dershowitz, hanno sottolineato che non procedere a giudizio per paura che Trump sia assolto al Senato è una violazione della costituzione. Inoltre, ciò riflette chiaramente l’intenzione di legare le mani a Trump nell’ultimo anno dell’attuale mandato e sfruttarne l’impotenza per sconfiggerlo nel 2020.
Soprattutto, si vuole che Trump non riesca a sviluppare le iniziative strategiche che ha avviato con la Russia e la Cina. Si ricordi che Trump continua a collaborare con Putin per risolvere una serie di questioni, tra cui l’Ucraina e la Siria, e per la ricerca di un nuovo accordo sulle armi strategiche. Quanto alla Cina, Trump e Xi hanno concordato sulla prima fase di un accordo commerciale che avvantaggerebbe entrambe le parti, mentre Trump non ha appoggiato gli sforzi del Congresso di sostenere un cambiamento di regime a Hong Kong.
La decisione di procedere con l’impeachment senza prove di reato e di annunciare che si cercherebbe di incriminarlo anche qualora il Senato lo assolvesse significa che il cosiddetto “complesso militare-industriale”, agendo attraverso i suoi burattini in entrambi i partiti, non si fermerebbe di fronte a niente per continuare le sue macchinazioni geopolitiche, anche se esse portassero alla terza guerra mondiale. I sostenitori della “guerra permanente” ora appoggiano l'”impeachment permanente”.