I media cinesi riconoscono il ruolo dello Schiller Institute nella Nuova Via della Seta

Alla vigilia del secondo Belt and Road Forum, vari media cinesi hanno dato risalto al contributo dello Schiller Institute nel promuovere la cooperazione con la BRI. Tra questi:

* Il Beijing Review ha pubblicato il 17 aprile un articolo di Helga Zepp-LaRouche intitolato “Vie verso l’Occidente – Messinscene geopolitiche rendono impossibile vedere le soluzioni”. L’autrice scrive che “Negli ultimi anni, i media occidentali e i politici tradizionali hanno scelto di ignorare in gran parte l’Iniziativa Belt and Road proposta dal Presidente Xi nel 2013. Questa, consistente nella Cintura Economica della Via della Seta e nella Via della Seta Marittima, affronta efficientemente i bisogni infrastrutturali dei Paesi in via di sviluppo, che l’Occidente ha preteso non esistessero.

“Ma a un certo punto l’establishment occidentale si è accorto che la Cina non solo stava costruendo un sacco di linee ferroviarie, porti, ponti, centrali energetiche e parchi industriali in Asia, Africa e persino in alcune parti d’Europa, ma che la prospettiva dell’alleviamento della povertà offerta dalla Cina instillava uno spirito ottimistico senza precedenti”.

La fondatrice dello Schiller Institute conclude che l’Europa, che ora è così divisa, ha bisogno di unirsi attorno alla cooperazione win-win con la Cina e allo sviluppo congiunto di mercati terzi, ma anche “introducendo la ricca eredità della cultura classica europea nel concerto delle nazioni. Se le nazioni d’Europa si ricollegano alle loro tradizioni culturali, non dovranno temere la Cina. Invece, avremo un dialogo tra il meglio che l’umanità abbia prodotto”.

* CCTV-13, il principale canale televisivo in lingua cinese, ha ritrasmesso stralci di un’intervista con Helga Zepp-LaRouche girata nel febbraio scorso, mandandoli in onda appena prima della diretta del discorso di apertura di Xi Jinping al Belt and Road Forum. CCTV-13 ha trasmesso anche un breve estratto di una dichiarazione di Jason Ross che ridicolizza le accuse di “diplomazia del debito” cinese in Africa (vedi http://tv.cntv.cn/video/C10598/3cc0a617f77946f9b86c5a759b6d5617 e http://tv.cntv.cn/video/C10598/526d5198db104dfcb10242a85daacc5b).

* Il China Daily ha intervistato il vicedirettore dello Schiller Institute americano Brian Lantz sull’impatto internazionale della BRI. Nell’intervista, pubblicata il 24 aprile, Lantz sottolinea in particolare le prospettive di cooperazione internazionale e l’importanza della recente adesione dell’Italia.

* Anche Le Figaro e Le Monde hanno pubblicato il 26 aprile un supplemento sulla Belt and Road Initiative, pagato dal Quotidiano del Popolo, contenente tre articoli, uno dei quali sul nuovo studio in lingua francese dello Schiller Institute sul “Ponte terrestre mondiale”. “Il 6 novembre dello scorso anno”, scrive l’autore, “lo Schiller Institute, un pensatoio internazionale, ha pubblicato la versione francese del dossier ‘La Nuova Via della Seta, un Ponte Terrestre Mondiale per porre fine alla Geopolitica’. Alla presentazione, che si è tenuta presso il municipio del Quinto Arrondissement, è stato raccomandato che i Paesi aderiscano alla Belt and Road Initiative. Contrariamente agli analisti sull’altra sponda dell’Atlantico, spesso prigionieri del software ‘geopolitico’ in cui vi sono sempre un vincitore e un perdente, qui si cerca di mostrare che un paradigma win-win non solo è possibile, ma è indispensabile. Laddove le Nuove Vie della Seta devono essere conosciute in virtù delle grandi occasioni che offrono per gli scambi internazionali, esse devono essere note soprattutto – spiega il dossier – come alternativa alla globalizzazione finanziaria e come vera e propria leva per far ripartire la crescita e per favorire la pace. Helga Zepp-LaRouche, presidente e fondatrice dell’istituto, afferma che dal 2013, anno del suo lancio, la BRI ha plasmato il mondo. L’iniziativa cinese avrà una crescente influenza su sempre più Paesi e migliorerà il futuro”.

(Nella foto Helga Zepp-LaRouche e il sottosegretario Michele Geraci al convegno “L’Italia sulla Nuova Via della Seta” tenuto da MoviSol e Regione Lombardia a Milano il 13 marzo scorso).