I giovani chiamati a difendere il Nuovo Paradigma e la propria parte nelle ambiziose frontiere della scienza

Ieri la città di Bologna ha ospitato una manifestazione di MoviSol, anticipazione di quelle programmate a partire dal prossimo 10 settembre su tutti i continenti del pianeta, annunciate nell’appello internazionale ai giovani (nelle lingue: IT, FR, EN, ES, DE, AR, PO, SE, DK), affinché si ribellino a chi li sta manipolando con l’ideologia ambientalista, nella nuova ondata di spauracchi proposti dai tutori di Greta Thunberg, Extinction Rebellion, ecc. e pretendano di prendere parte all’era della Ragione, che potrà dischiudersi definitivamente con il rilancio di programmi ambiziosi come l’esplorazione umana dello spazio e il salto a un livello tecnologico superiore tramite un programma d’urto per la fusione nucleare.

Nel manifesto qui sotto, dedicato all’esplorazione umana spaziale sono posti a confronto la cosiddetta “economia verde” cui si vorrebbe fossimo tutti “convertiti”, fatta di mulini a vento e di pannelli fotovoltaici che non forniranno mai la densità di flusso energetico necessaria al varco dell’atmosfera terrestre né al sostentamento della demografia attuale, e le due modalità di estrazione energetica, le reazioni chimiche e le reazioni nucleari, emblematiche dei due livelli tecnologici superiori al passato “mondo di Don Chisciotte”. Se per raggiungere la Luna in otto giorni fu “sufficiente” costruire propulsori chimici, affinché degli uomini possano raggiungere Marte occorrerà sviluppare propulsori nucleari (necessità compresa almeno dagli anni Cinquanta, da quanto appunto sono in corso progetti di ricerca in tal senso). Per questo il nostro movimento da una parta appoggia le direttive del Presidente americano sul rilancio della NASA e, dall’altra, lo tallona affinché ne specifichi il metodo di finanziamento e l’intensità di investimento nelle iniziative di ricerca collaterali.

I viaggi verso Marte e oltre, richiederanno la potenza delle reazioni nucleari. Nel secondo manifesto, dedicato al volano della ricerca sulla fusione nucleare, compaiono i ritratti di tre ragazzini, noti per aver sviluppato “nel proprio garage” macchine per produrre eventi di fusione nucleare: Taylor Wilson, Jackson Oswalt e Jamie Edwards. La loro determinazione dovrebbe far vergognare gli “adulti” dell’austerità, ossessivamente impegnati a tagliare con la scusa delle “ragioni contabili”; essa, inoltre, prova – come recita il cartello – che non a tutti giovani, Greta Thunberg compresa, è rimasto nascosto un simile sogno di progresso.

Le reazioni dei passanti sono perlopiù di interesse ad approfondire. Diremo in breve che la prospettiva della fusione nucleare è stata di maggior interesse per: due studenti di ingegneria informatica; una madre anziana memore dei dibattiti risalenti all’epoca del fatale referendum (“si parlò male della fissione, ma bene della fusione, della quale poi non s’è più sentito parlare”) e convinta che vi siano interessi nel tenere nell’ignoranza il popolo-gregge (come l’ha definito); due uomini sorpresi dall’esistenza stessa di una prospettiva, la nostra, di lottare affinché si passi a tecnologie per sostenere la demografia umana (tanto è il lavaggio del cervello sulla sovrappopolazione); un uomo che, prima della laurea in matematica, aveva tentato la via dell’ingegneria nucleare, ma dovendo in un primo momento desistere per problemi economici; una studentessa il cui ambientalismo ha trovato per la prima volta argomenti di contrasto tali da accenderle la curiosità; quattro ragazzini che lasciano la scuola media, che raccontano di dibattiti tra coetanei, nel corso dei quali solo alcuni prestano davvero attenzione agli allarmi catastrofici di Greta & C., riconoscendo che sarebbero anche inadeguate la soluzioni proposte dai fautori del regresso tecnologico e sociale; una giovane madre che con garbo e gusto ha assistito a una spiegazione alla propria figlioletta dei concetti di reazione chimica e di reazione fisica (pur essendo piccina, sapeva già che l’acqua è costituita di idrogeno e ossigeno); un tecnico di un’importante e storica multinazionale elettrotecnica; un bancario affascinato sì, ma ancora troppo prigioniero del “problema del debito pubblico” e in disaccordo sulla separazione bancaria.

MoviSol ha incontrato anche alcuni giovani, come il musicista bachiano ritratto nella fotografia sottostante, intrigati dall’idea che l’arte classica sia coniugata con queste frontiere della scienza: altri tre giovani si sono rivelati ammiratori del genio di Giuseppe Verdi e hanno dimostrato un grande interesse artistico in connessione alle imprese scientifiche (una giovane pittrice dice di trovare irresistibili dal punto di vista estetico le costruzioni scentifiche come le macchine del FermiLab o del CERN per la ricerca nucleare, in quanto condensano bellezza e ordine, forma e funzione).

Nei dibattiti scaturiti si riscontra in generale un misto di disponibilità ad accogliere le nuove idee e di travaglio interiore poiché queste idee cozzano con il sistema di pregiudizi maltusiani e paure cui siamo tutti esposti, da lungo tempo.

Un adolescente ha fatto pervenire una bozza per un altro manifesto, tracciata con l’idea di rappresentare un bambino del futuro alle prese con un modellino di astronave a propulsione nucleare.

Il fisico Franco Casali (ex INFN), autore su queste tematiche del libro Scorie radioattive e olio di palma. Le bufale scientifiche hanno la data di scadenza?, ha in mattinata inviato al nostro attivista un messaggio di sostegno e incoraggiamento: ” Sono totalmente d’accordo con quello che sostieni”.

Nel corso della manifestazione MoviSol ha aperto un dialogo con un giovane fisico, all’opera sulla stessa piazza Maggiore per conto dell’associazione SOFOS per la divulgazione delle scienze.

Il nostro attivista ha poi approfittato dell’ormai classico allestimento fotografico per farsi immortalare, “innestando” i manifesti di MoviSol:

Vedi l’appello internazionale