Guardare all’Asia per risolvere le tensioni transatlantiche

Mentre il G20 finanziario a Baden-Baden e la visita del Cancelliere Merkel al Presidente Trump hanno confermato i difficili rapporti tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, c’è l’opportunità di rimetterli in carreggiata con l’iniziativa Belt and Road proposta dalla Cina.

Come abbiamo riferito la scorsa settimana, il governo cinese sta organizzando il grande Belt and Road Forum per il 14-15 maggio a Pechino, a cui già venti capi di stato e di governo e oltre cento delegazioni a livello ministeriale hanno annunciato di partecipare.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres (nella foto), e il presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU Peter Thomson hanno entrambi assicurato l’impegno dell’ONU per promuovere lo sviluppo e realizzare l’obiettivo, spesso ribadito dal Presidente Xi Jinping, di costruire “una comunità che condivide il futuro dell’umanità”. Thomson ha detto a Xinhua che il disegno di Xi “è l’unico futuro per l’umanità su questo pianeta”.
Finora, la reazione dei principali leader europei, ancora immersi nel vecchio pensiero geopolitico, non è stata proprio entusiastica. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il funzionario cinese incaricato di organizzare il Forum, Yang Jiechi, è stato alla fine di febbraio a Washington, dove ha incontrato Trump e i membri della sua squadra. Poco dopo, il Presidente Trump ha invitato Xi Jinping negli Stati Uniti per un vertice di lavoro di due giorni, da tenersi forse ai primi di aprile a Mar-a-Lago.

Trump ha usato toni aspri nei confronti della Cina durante la campagna elettorale. Ma dopo aver incontrato il Presidente Xi a Pechino il 19 marzo, il segretario di Stato Rex Tillerson ha sottolineato il bisogno di sviluppare i rapporti “sul principio del no conflitti, no scontri, rispetto reciproco e cooperazione win-win”, la stessa formula che ha usato dopo aver incontrato il collega cinese Wang Yi.

I cinesi, dal canto loro, non hanno mai cessato di proporre una cooperazione economica e strategica reciprocamente vantaggiosa, e hanno apprezzato la decisione di Trump di abbandonare il TPP e la politica di “Asia Pivot” che era stata così fanaticamente perseguita da Obama.
A una conferenza stampa il 15 marzo, il Primo ministro Ki Kequiang ha ribadito la fiducia di Pechino nelle “grandi prospettive di cooperazione Cina-USA”e nell’espansione degli “interessi comuni”. Nella stessa occasione, egli ha dichiarato che la Cina rimarrà “un’importante locomotiva della crescita mondiale”.

È certo che, se la nuova Amministrazione di Washington intende procedere con il suo programma infrastrutturale, essa potrà trarre grande beneficio dall’esperienza e dagli investimenti cinesi.

Lo stesso vale per i Paesi europei, dove la Cina sta già facendo più di Bruxelles, specialmente in Europa centrale e orientale. La Belt and Road offre le basi per risolvere le tensioni tra Nord e Sud in Corea, o il conflitto tra India e Pakistan, per non parlare di quello tra Russia e Ucraina.