Lo scopo ufficiale del Gruppo delle 20 maggiori economie del mondo è quello di promuovere la stabilità finanziaria internazionale e deliberare sulla politica economica mondiale. Ma al suo incontro più recente, il 28 e 29 giugno in Giappone, quell’argomento è stato appena toccato, a giudicare dal comunicato finale.

Tuttavia, come Helga Zepp-LaRouche (foto) ha dichiarato all’EIR il 2 luglio, anche se nessuna soluzione all’imminente crisi finanziaria è stata discussa dal G20 in quanto tale, c’è “una valutazione abbastanza positiva di un certo numero di incontri bilaterali che si sono svolti ai margini”. In particolare gli incontri tra i Presidenti Trump e Putin, e tra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping indicano “una direzione promettente nella situazione strategica”, ha detto, a cui potrebbe contribuire anche il Primo Ministro giapponese Abe (vedi sotto). In effetti, l’aspetto più significativo del G20 è forse che Donald Trump sia riuscito a tenere un vertice con il suo omologo russo, nonostante gli sforzi frenetici del partito della guerra anglo-americano per sabotare tali colloqui, come hanno fatto in passato. Il rinnovato decisionismo di Trump al riguardo riflette tra l’altro il crollo della cosiddetta inchiesta “Russiagate”.

I due leader apparentemente hanno concordato di proseguire i colloqui tra esperti sulla riduzione delle armi nucleari, che sono stati bloccati, e sulla stabilità strategica complessiva. È stato confermato che sono stati affrontati molti “problemi brucianti”, tra cui quelli dell’Iran, della Siria e dell’Ucraina, sebbene non siano ancora stati forniti dettagli. Trump ha inoltre esplicitamente sostenuto l’aumento degli scambi bilaterali, ma senza menzionare le sanzioni che gli Stati Uniti e l’Europa hanno imposto alla Russia. Inoltre, suscitando orrore negli ambienti anti-russi, Vladimir Putin ha invitato Trump a Mosca nel 2020 per partecipare al 75° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale: l’americano apparentemente ha risposto positivamente.

Tuttavia, resta da vedere come si svilupperanno le relazioni. Pochi giorni prima del vertice di Osaka, la NATO ha iniziato le manovre in chiave anti-Russia sul fronte del Mar Baltico e del Mar Nero. Sul Mar Baltico, la Royal Navy britannica è ora impegnata nelle più grandi manovre da più di 100 anni, con quattromila marinai e quarantaquattro navi provenienti da nove nazioni. Inoltre, il 25 giugno, il segretario generale della NATO, Stoltenberg, ha lanciato un ultimatum alla Russia, minacciando Mosca di porre fine al trattato INF se la Russia non distruggerà tutti i suoi missili SSC-8 a corto raggio entro cinque settimane!

In questo contesto Helga Zepp-LaRouche ha sottolineato alla nostra newsletter che le discussioni al G20 tra Trump, Putin e Xi e anche con il Primo Ministro indiano Modi “non sono arrivate neanche un secondo troppo presto”, ricordando l’attacco militare all’Iran che è rientrato al proverbiale ultimo momento e i moniti lanciati dai leader cinesi e russi sul pericolo di guerra. Ha osservato che è necessaria, come Lyndon LaRouche sosteneva, una tale combinazione strategica per stabilire una solida base per la pace, la stabilità economica e la crescita.