Gli ideologhi verdi all’offensiva per impedire una ripresa post-pandemia

La visione anti-industriale del mondo degli ecologisti radicali non è mai stata così chiara come ora. Proprio mentre inizia un serio dibattito su come mettere nuovamente in moto l’industria dopo settimane di chiusure legate alla pandemia, i sedicenti ideologi “verdi” si lanciano contro i tentativi dei governi (per quanto limitati) di salvare le imprese industriali dal collasso, concedendo aiuti a fondo perduto o prestiti ponte a bassi tassi di interesse. Questi fondi, insistono, dovrebbero confluire nei loro progetti di “economia sostenibile” piuttosto che nel settore industriale produttivo.
Quello che accadrebbe ai milioni di posti di lavoro industriali in Paesi dove le PMI sono la spina dorsale dell’industria manifatturiera e dell’occupazione qualificata, è del tutto irrilevante per tali ideologi, che pongono la protezione del clima al di sopra di ogni altra considerazione. Purtroppo troppi leader politici ed economisti cadono nella trappola e dànno ragione alla Commissione Europea, che si è impegnata a sprecare almeno mille miliardi di Euro per “decarbonizzare” l’Europa al più tardi entro il 2027.
Un webinar organizzato il 15 maggio da Agora Energiewende, il pensatoio energetico del governo tedesco, illustra il problema. Il tema principale era “Una doppia spinta contro la crisi”, che per gli organizzatori significa che i fondi messi in campo per combattere la pandemia dovrebbero essere il più possibile destinati a finanziare la costosa marcia di allontanamento dalle fonti energetiche fossili verso il presunto paradiso delle “rinnovabili”, come il solare, l’eolico e le biomasse. All’evento hanno partecipato il Prof. Andreas Pinkwart (foto, presidente dell’FDP nel Nordreno-Westfalia e ministro dell’economia, dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’energia in quello Stato) e l’AD di ZF, il noto produttore di cambi e trasmissioni a Friedrichshafen, Kai Lücke.
Pinkwart e il capo dell’Agora Energiewende Patrick Graichen hanno auspicato entrambi un rimodellamento “sostenibile” di tutti i settori industriali, in particolare dell’edilizia e della produzione di automobili. Una nuova legge con un calendario dettagliato per l’uscita definitiva dall’economia del carbone è prevista per giugno, ha sottolineato Pinkwart, ed entrambi hanno convenuto che il carbone dovrebbe essere sostituito da parchi eolici nel Mare del Nord per integrare i parchi di energia solare nel Sud della Germania. Il webinar è stato finanziato dalla Fondazione Europea per il Clima e dalla Fondazione Mercator.
Un giorno prima del webinar anche i Ministri dell’ambiente dei 16 Stati tedeschi e il Ministro dell’ambiente del governo federale hanno chiesto di mettere la protezione del clima al centro di tutti i programmi di ripresa post-pandemia. E il 13 maggio, i capi delle tre principali federazioni dei datori di lavoro in Europa – la tedesca BDI, la francese Medef e l’italiana Confindustria – avevano approvato il Green Deal della Commissione Europea e la chimera del “Recovery Fund” per stimolare l’economia.