Gli americani vogliono ancora essere comandati dall’FBI?

Pubblichiamo un editoriale del LaRouche PAC:

Dal 4 marzo, quando il Presidente Trump ha denunciato intercettazioni da parte di Barack Obama, siamo arrivati a un certo parossismo di paura tra i congressisti. Benché cerchino di negarlo, sui loro volti si legge questa cruda realtà: sono terrorizzati. Lo dimostra anche la farsesca audizione della Commissione di intelligence al Senato sulle presunte “misure attive” dei russi ai danni degli Stati Uniti, durante la quale i senatori hanno sudato freddo, al punto di risultare sordi alla realtà, al loro dovere e alla ragione. Era stato detto loro di invitare qualcuno dei testimoni più decisivi, ma i senatori stessi, dominati dal terrore, hanno superato in esagerazioni perfino i loro testimoni.

Non ci si deve lasciar ingannare: non siamo di fronte a uno scontro tra democratici e repubblicani. E’ in ballo qualcosa di molto più importante per la nazione americana. Guardando in faccia quei senatori potete leggervi sopra “dossier segreti”. Di questo ha parlato Donald Trump il 4 marzo, e non a casaccio. Ciascuno dei senatori sa che un dossier elettronico contiene gran parte delle loro maldestre imprese. Un errore, una mossa sbagliata e le loro mogli, o mariti, e i loro elettori saranno sorpresi di trovare i loro peccatutti sbattuti sulle prime pagine e sui TG della sera. Così lavora l’FBI, producendo i suoi famosi dossier; l’FBI ha sempre agito in questo modo.

Ricordate che cosa fece a Martin Luther King, sperando di indurlo al suicidio? Non soltanto l’FBI, naturalmente: questa è la prassi, nella sua forma contemporanea, dell’intero apparato dell’Impero Britannico in seno agli Stati Uniti, come dimostra Barbara Boyd oggi sull’Executive Intelligence Review. Ma il pericolo principale è dato dall’FBI, pronto a distruggere la carriera di chiunque. Il 20 marzo scorso il direttore dell’FBI Comey ha ammesso di aver indagato sul Presidente degli Stati Uniti.

Ci sono cose che non sappiamo ancora, c’è ancora molto da scoprire su queste manovre, ma un cosa è certa: i nostri rappresentanti politici, a prescindere dal partito di appartenenza, vengono sorvegliati dall’FBI. Come si comporteranno, sapendolo? La questione più immediata è: come si comporteranno i cittadini americani? Come cittadini e patrioti? Come Martin Luther King? Oppure come quel codardo del senatore Chuck Schumer di New York, che il 3 gennaio ha dichiarato su una rete televisiva nazionale che a suo avviso Donald Trump è “davvero idiota” nel criticare gli enti di intelligence americani, poiché essi hanno “mille modi per darti addosso”.

Tra una settimana, il 6 aprile, il Presidente cinese Xi Jinping andrà negli Stati Uniti per un vertice di due giorni con la controparte americana. Xi presenterà un piano di sviluppo mondiale, estensione del Ponte Terrestre Eurasiatico per il quale si battono da decenni Helga e Lyndon LaRouche. Quale America troverà il Presidente cinese? L’America di Martin Luther King? O l’America dei codardi che sudano freddo?