G20: occasione per una politica di pace e cooperazione economica con le 4 leggi di LaRouche

Il 6 giugno il Presidente Trump e sua moglie Melania sono stati in Francia per il 75esimo anniversario dello sbarco in Normandia. Alla cerimonia alla base navale di Portsmouth in Inghilterra (da cui partì lo sbarco) Trump ha letto alcuni brani della famosa preghiera del Presidente Franklin Delano Roosevelt il 6 giugno 1944: “Dio onnipotente, i nostri figli, orgoglio della nostra nazione, partono oggi per una possente impresa, una lotta per preservare la nostra repubblica, la nostra religione, la nostra civiltà e liberare un’umanità sofferente”.

Oggi a fornire una guida in questa stessa impresa per riportare gli Stati Uniti su un corso di sviluppo e di pace, il Nuovo Paradigma, c’è il retaggio lasciato dall’economista americano Lyndon LaRouche e le sue quattro leggi, prima tra tutte la legge Glass-Steagall, che dovranno ispirare il G20 che si terrà dal 26 al 28 giugno in Giappone, in cui ci saranno consultazioni tra i leader delle grandi potenze, il Presidente cinese Xi Jinping, il Presidente russo Vladimir Putin, Donald Trump ed altri.

Ieri a Mosca Putin e Xi Jinping hanno avuto un incontro privato prima di partecipare al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Hanno discusso come approfondire la partnership russo-cinese ma il Presidente cinese ha anche sottolineato che “tutta la comunità internazionale ha grandi aspettative. Siamo pronti ad espandere gli effetti positivi dei nostri rapporti ad alto livello”.

Nel frattempo in Gran Bretagna, da cui proviene la geopolitica e la politica monetarista che hanno portato al collasso, si è conclusa la visita di stato di tre giorni di Trump e della First Lady, proseguita in Irlanda. Trump ha ribadito il suo punto di vista che la Gran Bretagna starebbe meglio fuori dall’Unione Europea, pur non lesinando lodi alla famiglia reale.

E’ significativo che durante la visita dei coniugi Trump il Times di Londra abbia pubblicato un articolo sulle origini britanniche del Russiagate, col titolo “Christopher Steele: un agente dell’MI6 dovrà rispondere a domande sul dossier Trump Russia”. Il Times riferisce che Steele ha rinunciato alla sua opposizione a parlare col Ministero della Giustizia americano, e forse lo farà tra qualche settimana, a certe condizioni che ha posto, come limitare i colloqui ai suoi contatti con l’FBI. Questo potrebbe portare alla luce i veri responsabili delle interferenze durante le elezioni presidenziali americane, non i russi, ma i britannici. (Nella foto ufficiale della Casa Bianca, di Andrea Hanks, il Presidente Trump durante la lettura della preghiera di Roosevelt).