Evitare la guerra è possibile solo coinvolgendo Russia e Cina

Dopo l’attacco americano che ha ucciso il generale iraniano Soleimani, la presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche ha immediatamente lanciato un appello per un vertice di emergenza tra i Presidenti Trump, Putin e Xi per allentare le tensioni in Asia Sudoccidentale e dar vita a un piano di pace per la regione.

L’escalation verso un conflitto più ampio è stata finora evitata, ma resterà il pericolo fin quando la geopolitica avrà continuato a dominare i rapporti internazionali. La politica delle guerre permanenti affinata dall’impero britannico, che mette una nazione contro l’altra all’insegna del “divide et impera” è stata la causa di tutte le principali guerre del secolo scorso, come nota una dichiarazione dello Schiller Institute del 9 gennaio, che spiega:

“Gli effetti di tale malvagia politica imperiale di mettere le nazioni, i popoli, le religioni e le fazioni una contro l’altra non è mai stata così evidente come nel [cosiddetto] Medio Oriente, in cui tale politica fu codificata dal trattato Sykes-Picot stipulato dalle potenze imperiali britannica e francese dopo la prima guerra mondiale”.

“Riferendosi a quel lascito storico, in un discorso pronunciato 15 anni fa Lyndon LaRouche indicò il contesto in cui comprendere la crisi odierna e agirvi sopra”.

” ‘E quando si guarda alle possibilità di questa regione, l’unica chance non verrà dall’interno dell’Asia Sudoccidentale. Faremo, e dovremo fare il possibile per quella regione, per cercare di far cessare lo spargimento di sangue, l’agonia, e per impedire la guerra. Ma non ci saremo riusciti fino a quando non avremo cambiato la storia, fino a quando non avremo cambiato il mondo in cui questa regione è contenuta’ “.

In questo spirito, i Presidenti Trump, Putin e Xi vengono esortati non solo ad affrontare il pericolo immediato di guerra nell’Asia Sudoccidentale, ma anche a creare un Nuovo Paradigma globale, fondato sui principii del Trattato di Westfalia del 1648, che pose fine alla Guerra dei Trent’anni. A quell’epoca le nazioni in guerra misero fine al ciclo di ritorsioni e vendette concordando di agire per il “vantaggio altrui”.

L’appello dello Schiller Institute del 9 gennaio propone che tale paradigma “ponga fine alla geopolitica e all’imperialismo, e dia vita a una nuova architettura finanziaria e strategica per il mondo, fondata sulla difesa della sovranità e dell’integrità culturale di tutte le nazioni”.

Ci sono stati echi dell’approccio dello Schiller Institute nelle dichiarazioni dell’ex Ministro della Difesa americano William Cohen e dell’ex Sottosegretario tedesco alla Difesa Willy Wimmer. Pur non avendo incluso la Cina nelle loro dichiarazioni, entrambi citano espressamente il ruolo che deve svolgere la Russia. Per diffondere il messaggio più ampiamente, lo Schiller Institute ha indetto una giornata internazionale di mobilitazione il 15 gennaio.