Emerge il volto neo-fascista delle proteste in Ucraina

Negli ultimi due mesi molti leader, ONG e media europei hanno incoraggiato apertamente i manifestanti in Ucraina ad un’escalation delle proteste, sostenendo che essi vorrebbero che l’Ucraina entri nell’UE e che il “dittatore” Yanukovic conceda più democrazia. Solo adesso alcuni media cominciano a rivelare la vera natura dell’opposizione, in particolare da quando essa ha preso una svolta molto violenta il 19 gennaio.

Gli scontri sono stati provocati da elementi di estrema destra, nazionalisti, antisemiti ed anti-russi, raggruppati nel cosiddetto Settore della Destra. Fin dall’inizio, come abbiamo riferito nei numeri precedenti, Jaceniuk e Vitali Klitsčko hanno formato un’alleanza con Svoboda, che prima si chiamava “Partito Nazionalsocialista”, il cui leader Oleg Tjagnìbok sbraita contro la presa di potere “russo-ebraica” dell’Ucraina.

Oleksandr Feldman, presidente del Comitato Ebraico Ucraino e membro del Parlamento, ha postato un articolo dal titolo “il triste passaggio del movimento di protesta ucraino dalla democrazia e il diritto all’ultra-nazionalismo e all’antisemitismo” che sottolinea il crescente controllo esercitato dai neofascisti sui manifestanti a Kiev.

Non mancano i legami diretti col terrorismo internazionale. Stando ad un post su Facebook di Oleg Tsaryov, un parlamentare del Partito delle Regioni, membri della Duma russa (il Parlamento russo) “legati ai servizi segreti siriani” lo hanno informato che 350 mercenari ucraini che hanno combattuto in Siria contro il governo di Assad nel 2013 sono tornati a Kiev poco prima dell’escalation in via Hrushevsky.

Un’altra organizzazione radicale di truppe d’assalto si chiama Spilna Sprava. Significa Causa Comune, ma è indicativo che la sigla siano le iniziali “SS”. Il capo di questa organizzazione, un certo Danilyuk, è apparso in TV dichiarando “occuperemo l’amministrazione presidenziale, occuperemo la Suprema Rada”.

Il crescente elemento nazionalista e di estrema destra nelle manifestazioni di Kiev è stato denunciato anche da Alex Luhn nel numero del 21 gennaio di The Nation. “L’aumento delle violenze provocate dal Settore della Destra”, scrive, “ha rivelato come siano stati poco critici e poco accurati quasi tutti i media sui partiti ed i movimenti di estrema destra che hanno svolto un ruolo di primo piano nell’Euromaidan”.

Su Svoboda, Luhn fa notare che il partito “è entrato al Parlamento per la prima volta nel 2012, con il 10,44% dei voti. Questi partiti sono in crescita, e alle elezioni del 2013, Svoboda è arrivato secondo nella Kiev cosmopolita, di lingua russa. Il 1 gennaio Svoboda ha guidato 15.000 persone in una fiaccolata in onore di Stepan Bandera, il controverso leader dell’Esercito Insurrezionale in Ucraina che in tempo di guerra combatté i sovietici ma si macchiò anche di purghe razziali contro decine di migliaia di civili polacchi”. Stando ad alcuni storici, l’esercito insurrezionale massacrò anche migliaia di ebrei.

Il Settore della Destra e Svoboda sfruttano il tema dell’integrazione nell’UE per spezzare i legami tra Ucraina e Russia. E, ancora una volta, i leader politici dell’UE sono dalla parte sbagliata della barricata, invece di promuovere la pace e la cooperazione.