Da Danzica le nuove prospettive per i trasporti est-ovest

Al centro del secondo vertice sui trasporti ferroviari, che si è tenuto dal 15 al 16 maggio a Danzica, in Polonia, è stato il potenziale di crescita rappresentato dal progetto della Nuova Via della Seta, assieme alle strozzature che attualmente ne impediscono lo sviluppo.

Il vertice è iniziato con una visita al Deepwater Container Terminal (DCT), uno dei porti a più rapida crescita nel mondo. Le infrastrutture e gli impianti del porto sono in continuo sviluppo. “Se foste venuti [anche] un anno fa, oggi potreste già riscontrare i cambiamenti intervenuti. E se tornerete tra un anno, vedrete che niente sarà più come oggi”, ha spiegato il direttore commerciale del porto, Dominik Landa.

Il trasporto ferroviario Est-Ovest passa oggi per undici potenziali punti d’ingresso in Europa, ma il 95% dei convogli transita per il confine polacco-bielorusso a Malaszewicze-Brest. È stato dunque accolto con grande applauso l’annuncio, dato da Jakub Kapturzak del Ministero delle Infrastrutture polacco, che i governi dei due Paesi hanno deciso di costruire un altro ponte per un nuovo collegamento ferroviario sul fiume Bug, che segna il confine tra Polonia e Bielorussia, accanto ai due già esistenti, ma vecchi.

Una volta completato nel 2026, il nuovo ponte permetterà di aumentare la capacità di smistare cinquanta treni al giorno, contro i dodici di oggi. A causa della differenza di scartamento al confine orientale polacco (da 1435 a 1520 mm), dovranno essere adattati altri punti di transito e altre aree di smistamento, come pure la rete ferroviaria in generale.

Per i viaggi in Estremo Oriente, oltre che da Danzica, si parte da altri porti sul Baltico, come Klaipeda e Kaliningrad. I collegamenti Nord-Sud verso Capodistria (Slovenia) e verso il Pireo (Grecia) stanno crescendo di importanza e pongono l’urgenza di ammodernare e allargare i punti di transito al confine con la Repubblica Ceca e con la Slovacchia.

Sul futuro dei trasporti ferroviari pesa l’evoluzione dei sussidi cinesi, che attualmente contano per 2000 Euro per container nelle due direzioni. Ma i sussidi sono già stati tolti ai container vuoti e potrebbero in futuro essere cancellati del tutto. Se aumenteranno i costi per gli spedizionieri, qualcuno potrebbe tornare al trasporto marittimo. Un altro motivo di preoccupazione è dato dall’aumento dei costi dell’energia.

Tutti i relatori hanno sottolineato che le strozzature sono nella parte europea e non in quella orientale. Senza forti investimenti pubblici nell’infrastruttura ferroviaria di tutta l’Europa e senza migliorare la comunicazione tra tutte le parti coinvolte, vi saranno grossi problemi in futuro. Un aspetto importante è la separazione dei binari per il traffico dei passeggeri da quelli per il traffico commerciale.

Anche se al vertice non se ne è parlato, le soluzioni per le sfide future sono nelle innovazioni come il trasporto mercantile su treni a lievitazione magnetica all’interno di tubi sotterranei (https://www.railfreight.com/beltandroad/2019/05/15/railfreight-summit-2019-liveblog-day-1/).(Nella foto uno dei relatori dalla Finlandia, Lukas Mani).