Gli spettacolari sviluppi in corso nella penisola coreana, pur non essendo ancora garantiti, dimostrano come la cooperazione tra Stati Uniti, Cina e Russia possa portare a cambiamenti storici per la pace e lo sviluppo. Nell’ultimo mese il leader nordcoreano Kim Jong-un è stato in Cina per incontrare Xi Jinping; il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è stato a Pyongyang per incontri con Kim Jong-un ed altri; il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha fatto la sua seconda visita in Corea del Nord e il negoziatore capo nordcoreano Kim Yong Chul è arrivato negli Stati Uniti il 30 maggio, dove ha incontrato nuovamente Pompeo ed è stato quindi ricevuto per due ore dal Presidente Trump, alla Casa Bianca il 1 giugno. Kim ha consegnato a Trump una lettera del Presidente Kim. Il vertice tra Trump e Kim Jong-un è stato confermato per il 12 giugno a Singapore. Benché i sedicenti esperti occidentali tentino disperatamente di leggere gli avvenimenti in evoluzione dal punto di vista della geopolitica, sostenendo per esempio che Russia e Cina siano preoccupate per l’aumento dell’influsso americano nella regione, Trump ha ringraziato più volte Mosca e Pechino per la loro cooperazione nella questione nordcoreana, ed entrambe le capitali hanno espresso il loro apprezzamento per gli sforzi del Presidente americano. Con la cooperazione stanno per giungere al termine i 68 anni di divisione tra le due Coree e della strategia imperiale britannica del divide et impera.

Il processo di cooperazione che ha reso questo possibile va di pari passo con numerosi sviluppi storici in tutto il continente asiatico. Cina, Corea del Sud e Giappone hanno ripreso i vertici a tre che non si tenevano da tre anni. A un incontro a Tokyo il 9 maggio, il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, il Premier cinese Li Keqiang (foto) e il Premier giapponese Shinzo Abe hanno deciso di lavorare insieme, non solo tra di loro, ma di cooperare per la costruzione di infrastrutture in altre nazioni, nello spirito della Nuova Via della Seta lanciata dal Presidente Xi Jinping. Dopo quel vertice, Abe ha tenuto altri incontri, annunciando che Cina e Giappone coopereranno non solo per gli investimenti in Paesi terzi, ma anche per stabilire istituzioni bilaterali che sviluppino le tecnologie avanzate utili a entrambi.

Il Premier indiano Narendra Modi, parlando a Singapore il 1 giugno, dopo due incontri informali ma storici con Xi Jinping e Vladimir Putin nelle settimane precedenti, ha auspicato la cooperazione in Asia nonostante le rivalità che devono ancora essere superate.