Consigliere di Trump: rischio crac dei derivati, urge la legge Glass-Steagall

Parlando ad un gruppo di consulenti bancari ai margini degli incontri annuali del Fondo Monetario a Washington, Gary Cohn (nella foto), consulente economico del Presidente Trump, ha messo in guardia dal pericolo di un crollo del mercato dei derivati e di alcune megabanche, stando al Financial Times. Cohn ha confermato quanto afferma un recente rapporto del Ministero del Tesoro americano, ovvero che i centri di compensazione (clearing houses) che dovrebbero ridurre il rischio della controparte per centinaia di migliaia di miliardi di scommesse in derivati sono in realtà a rischio sistemico anche loro.

Stando al Financial Times, Cohn ha sottolineato che “il sistema di regolamentazione post-crisi sta promuovendo una crescente complessità e crescita delle imprese finanziarie, ignorando la lezione del crac.” Ha sottolineato che le norme adottate dopo il crac del 2008, inclusa la legge Dodd-Frank negli Stati Uniti, che avrebbero dovuto eliminare il rischio di un fallimento della megabanche, in realtà hanno “condotto al consolidamento di più attività da parte di pochi gruppi”. Ha definito questi gli “effetti perversi”, inclusa l’incapacità di nuove banche di entrare nel sistema.

In passato Cohn aveva proposto il ripristino della legge Glass-Steagall per ovviare a questo problema, ma in questa occasione si è limitato a chiedere l’eliminazione di alcuni provvedimenti del Tesoro su Wall Street, per consentire anche alle piccole banche di farsi avanti.