Consegnate a Zanni le 217 firme per Glass-Steagall, che porterà al Congresso USA

di Liliana Gorini

Milano, 23 novembre — Questa mattina si è tenuta in Regione Lombardia, nella sala riunione del consigliere regionale Massimiliano Bastoni (Lega) la consegna ufficiale all’eurodeputato Marco Zanni delle 217 firme per il ripristino della legge Glass-Steagall raccolte dallo stesso Zanni (al centro nella foto, tra Massaron e la presidente di MoviSol Liliana Gorini) e dal militante di Movisol Massimo Richard Kolbe Massaron negli ultimi due anni, inclusi importanti firmatari del governo italiano. Zanni sarà a Washington la prossima settimana per incontri con numerosi congressisti, sia repubblicani sia democratici, a cui porterà un messaggio importante sulla cooperazione tra l’amministrazione Trump e il governo italiano per cambiare la politica europea e su come fermare la speculazione finanziaria e rilanciare l’economia reale, anche in vista del voto per le europee in maggio.

Massimo Kolbe Massaron ha aperto l’incontro ringraziando pubblicamente Lyndon LaRouche, la presidente di Movisol Liliana Gorini, lo stesso Marco Zanni e altre personalità che in questi due anni lo hanno sostenuto nella raccolta firme per la petizione di Movisol, che invita il Presidente Trump a mantenere la sua promessa elettorale e ripristinare la legge Glass-Steagall. “Nel corso di questi due anni” ha detto “ho conosciuto persone meravigliose e sempre disponibili che voglio ringraziare pubblicamente. Mi riferisco al Presidente di MoviSol Liliana Gorini, all’economista di MoviSol Massimo Lodi Rizzini, che tutto mi ha insegnato di quello che so, ai consiglieri regionali Federica Epis, Massimiliano Bastoni e Gabriele Chiurli ed ai Senatori della Lega Toni Iwobi e Armando Siri. E naturalmente ringrazio il membro del Parlamento Europeo, gruppo Europe of Nations and Freedom Marco Zanni, che porterà queste firme e questo Materiale a Washington, presso il Congresso degli Stati Uniti d’America.

Liliana Gorini, presidente di MoviSol, ha quindi presentato Marco Zanni ricordando che “va al Congresso americano in un momento molto importante, dopo le elezioni di metà mandato che, contrariamente a quanto affermano i giornali, non sono state una vittoria democratica, ma hanno rafforzato il Presidente Trump, mettendo sotto scacco il Deep State, o servizi deviati come li chiameremmo noi in Italia, che da due anni cercano di destituirlo con il Russiagate, creato ad arte dai servizi di intelligence britannici, col sostegno di Hillary Clinton e Obama, per impedire la politica di dialogo con Russia e Cina che aveva annunciato appena eletto due anni fa. Alle elezioni di metà mandato c’è sempre una vittoria dell’opposizione, ma non è stata forte come ai tempi di Obama, e al Senato il Partito Repubblicano ha guadagnato seggi grazie ai candidati vicini a Trump, mentre sono stati sconfitti quelli vicini ai neoconservatori alla Bush. Lo stesso dicasi per il Partito Democratico, ha perso la linea di scontro con Russia e Cina di Hillary Clinton, e ha prevalso la linea di dialogo con Trump rappresentata da Nancy Pelosi. Ho avuto il piacere e l’onore di organizzare alcuni degli appuntamenti che Zanni avrà al Congresso la prossima settimana, e posso confermare un enorme interesse per ciò che accade nel nostro Paese e per l’urgenza di un nuovo sistema finanziario”.

Zanni ha esordito ricordando che “il momento politico è fondamentale, sia negli Stati Uniti sia in Europa, e rispetto al mio viaggio a Washington nel marzo 2016 c’è grande interesse per la questione della regolamentazione finanziaria, ma anche per ciò che accade oltreoceano, con il primo governo populista. C’è un’aria di grande cambiamento, dalla Brexit, la vittoria di Trump, la sconfitta di Renzi, ed è quindi importante parlare con i rappresentanti del Congresso americano, in quanto l’Italia non gode dei favori dell’Europa ma di stati quali gli Stati Uniti e la Russia”.

“L’Italia” ha proseguito Zanni “svolge un ruolo geopolitico importante non solo tra Asia e Stati Uniti, è la chiave di volta per far sì che Trump adotti le politiche osteggiate dal Deep State, per fermare la guerra fredda”. Anche in Europa, ha aggiunto, “c’è un Deep State che spinge per la guerra geopolitica” e quindi l’apertura di Trump verso il governo italiano e il suo invito a investire in Italia e nei nostri titoli di stato dimostra che, a differenza di quanto affermano Macron ed altri all’interno dell’UE “i fondamentali sono solidi”. Sarà quindi interessante sapere quale sia la “visione del Congresso su questa trasformazione che avviene in Europa. L’Europa sta diventando un problema per il mondo, quindi un cambiamento in Europa verso la crescita sarà di beneficio anche per gli Stati Uniti”.

“Verificherò quale sia la visione per favore questo cambiamento che è inesorabile” checché ne dica il Financial Times o altri quotidiani che distorcono la realtà, un cambiamento che diventerà visibile alle elezioni europee.

“Quanto alla legge Glass-Steagall” ha concluso Zanni, prendendo in consegna le 217 firme, “questo governo ha la separazione bancaria nel programma di governo, ma non può limitarsi, è importante che venga attuata in Europa e negli Stati Uniti”. Qui l’europarlamentare ha denunciato con forza la politica della BCE, che presta denaro a tasso zero alle banche che speculano, aggiungendo che Draghi ha “toppato” nel suo compito principale, quello di garantire i conti correnti e i risparmi dei cittadini. “Favorendo il carry trade in derivati la BCE si è dimostrata al servizio del sistema finanziario”. Ne è una dimostrazione il fatto che Deutsche Bank “è già fallita” fatto che Zanni ha portato all’attenzione del Parlamento Europeo, eppure viene punito il modello italiano, più orientato al risparmio rispetto a quello tedesco e nordico “basato su strumenti finanziari che andrebbero vietati”.