Conferenza internazionale dello Schiller Institute: come lanciare la ripresa mondiale

Il 27 giugno lo Schiller Institute ha discusso i temi urgenti che i leader delle principali potenze dovrebbero affrontare in un vertice d’emergenza, in una videoconferenza con esperti e pubblico internazionale. Quelli più urgenti sono la creazione di un sistema sanitario mondiale per contrastare efficacemente la pandemia e attrezzarsi per quelle future, assicurare adeguate forniture alimentari a tutte le nazioni e a tutti i popoli, liberi dal controllo dei cartelli, e lanciare un programma di sviluppo mondiale nello spirito della cooperazione win-win, così neutralizzando la deriva verso i conflitti e la guerra. La conferenza era intitolata “L’umanità prospererà o perirà? Il futuro richiede un vertice delle Quattro Potenze ora”.
La fondatrice e presidente dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche (nella foto con Lyndon LaRouche), ha dato il La alle discussioni affermando: “A meno che non erigiamo a breve termine un nuovo sistema di Bretton Woods, esattamente come lo avrebbe voluto Franklin D. Roosevelt, l’attuale orientamento mondiale verso nuovi conflitti, sia tra le nazioni sia all’interno delle stesse, rischia di degenerare in una guerra mondiale che, a causa dell’esistenza delle armi termonucleari, significherebbe l’estinzione della specie umana”.

Le infrastrutture sono la chiave per uno sviluppo sano

Nella prima sessione, il direttore esecutivo per la Cina del FMI, Jin Zhongxia, ha proposto che tutti gli istituti finanziari multilaterali, come la Banca Mondiale, assistano i governi nell’aumentare sensibilmente il credito per costruire infrastrutture come ospedali, ferrovie ad alta velocità, ecc. L’ex Ministro del Tesoro giapponese Daisuke Kotegawa ha testimoniato che il Giappone intende contribuire allo sviluppo infrastrutturale di sostegno del settore industriale dei Paesi emergenti e può cooperare in ciò con la Belt and Road Initiative della Cina. Boris Meshchanov, consigliere per la missione russa presso l’ONU, ha parlato del bisogno di “costruire nuove infrastrutture fisiche”, affermando che la Russia vuole aiutare l’Africa a raddoppiare la capacità di produzione elettrica (il che significa costruire impianti per oltre 150.000 MW). Egli ha anche sottolineato che Mosca, già forte esportatrice di grano, vuole aumentare le esportazioni di cibo.
Due relatori successivi si sono concentrati su temi di sanità pubblica. La dott.ssa Jocelyn Elders, ex Ministro della Sanità degli Stati Uniti (1993-94) ha proposto di arruolare i giovani americani in una sorta di corpo medico per rispondere alla pandemia e alla mancanza di strutture sanitarie nel settore in via di sviluppo come pure in qualche nazione “avanzata”. Ciò comporterebbe la formazione del personale sia nella professione medica sia nei principii e nelle pratiche di sanità pubblica allo scopo di colmare il divario dei Paesi africani. Forse bisognerebbe creare una “sezione medica dei Peace Corps”, il corpo di volontariato creato da Kennedy nel 1961 per intervenire nei Paesi sottosviluppati.
Il vicedirettore dell’Istituto di Ricerca sullo Sviluppo Mondiale presso il cinese Centro di Ricerca sullo Sviluppo, Ding Yifan, ha presentato la “prospettiva cinese per un paradigma post-Covid”. Ding ha sollecitato alla cooperazione e all’unità per superare l’epidemia e ha proposto che i vari “pacchetti di stimolo” messi attualmente in campo servano non solo ad assistere le vittime della crisi ma anche a finanziare le infrastrutture.
A Ding ha fatto seguito l’ex sindaco di Muscatine (Iowa), DeWayne Hopkins, che ha illustrato la cooperazione culturale sviluppatasi tra la sua città e la Cina dopo la visita di Xi Jinping del 2012 in quella regione agricola.

Il diritto inalienabile al cibo e alla sanità

La seconda sessione è stata dedicata alla proposta di creare “1,5 miliardi di nuovi posti di lavoro produttivi nel mondo”. Cheminade, presidente di Solidarité & Progrès, ha affermato che il diritto al nutrimento e il dirotto alla salute sono due diritti umani fondamentali affinché la persona possa “contribuire al bene comune e al futuro della società”. Sfortunatamente, sotto l’attuale dittatura finanziaria di Wall Street e della City di Londra decine di milioni di persone rischiano la fame e le malattie mentre gli agricoltori sono soffocati e spinti al fallimento.
Cheminade è stato seguito da Diogène Senny, fondatore della Lega Pan-Africana, che ha denunciato la “geopolitica della fame e della povertà” in Africa, sottolineando il bisogno di sovranità alimentare in tutte le nazioni. Dall’Argentina, Walter Formento, direttore del Centro di Ricerca Politica ed Economica, ha stigmatizzato la politica neoliberista applicata in Sud America, mentre Kirk Meighoo, dalla piccola nazione di Trinidad e Tobago, ha annunciato che il suo partito sta sviluppando un piano per creare 150 mila posti di lavoro, una cifra importante in un Paese di 1,3 milioni di abitanti, che così potrebbe diventare una nazione di “produttori e non di semplici ricettori”.
Robert Baker, esperto agricolo dello Schiller Institute, ha denunciato la tattica di porre i gruppi sociali l’uno contro l’altro – coltivatori contro cittadini, nazione contro nazione – mentre il sistema dei cartelli “raccoglie denaro” da tutti. Gli ha fatto seguito Mike Callicrate, dell’Organizzazione per i Mercati Competitivi, che ha analizzato criticamente l’attuale struttura della produzione alimentare, caratterizzata dal dominio dei grandi cartelli multinazionali sulla lavorazione e distribuzione. Questa struttura deve essere smantellata per permettere di aumentare la produzione e il reddito degli agricoltori, ammodernando il settore a livello mondiale.
La sessione finale è stata dedicata alla costruzione di un movimento giovanile mondiale per diffondere le idee e le proposte discusse durante la giornata. Dopo un discorso di apertura di Daniel Burke dello Schiller Institute americano, hanno preso la parola giovani attivisti da Tanzania, Yemen, Marocco, Messico, Colombia, Perù e Francia.
Helga Zepp-LaRouche ha riassunto il senso di urgenza e di determinazione della conferenza: “Quando milioni di persone rischiano la fame, come afferma il World Food Program, perché non è permesso agli agricoltori di raddoppiare la produzione di cibo e ricevere un compenso che garantisca la loro esistenza, anche pensando al previsto aumento della popolazione mondiale a oltre nove miliardi entro il 2050? Non possiamo considerarci come una singola specie umana e costruire i ‘cantieri’ comuni con la stessa solidarietà mostrata dal popolo cinese nei confronti degli abitanti di Wuhan e della provincia di Hubei? Non è ora di cessare lo spreco di migliaia di miliardi nel riarmo, quando potremmo usare quelle risorse per sconfiggere la fame, le malattie e la povertà e sviluppare il potenziale creativo delle generazioni attuali e future? Penso che sia giunto per noi, per l’umanità, minacciati da un disastro senza precedenti, il momento di muoverci per fare del XXI secolo il primo vero secolo umano”.

https://schillerinstitute.com/blog/2020/06/26/conference-will-humanity-prosper-or-perish-the-future-demands-a-four-power-summit-now-2/