Questo è il titolo della conferenza tenuta dallo Schiller Institute americano il 16 febbraio a Morristown, la cittadina del New Jersey famosa per il suo ruolo nella guerra d’indipendenza americana. Il pubblico ha salutato con una lunga ovazione la presenza di Helga Zepp-LaRouche, anche come tributo alla memoria del consorte appena scomparso.

Jacques Cheminade (foto), amico di lunga data dei coniugi LaRouche e fondatore del partito francese Solidarité et Progrès, ha svolto la relazione di apertura su “Il mondo che verrà di Lyndon LaRouche”. Accettando la sfida di continuarne l’opera, Cheminade ha affermato: “Guardo a noi, oggi, con gli occhi del futuro… Sono fiducioso di vedere il mondo desiderato da LaRouche”. L’ostacolo per realizzare quel mondo si chiama ideologia britannica. Cheminade ha passato in rassegna la politica larouchiana per una Nuova Bretton Woods e le sue Quattro Leggi, come qualcosa resa sempre più necessaria dallo “tsunami finanziario” in arrivo. In aggiunta, v’è il tentativo di usare i cosiddetti Big Data e la cosiddetta intelligenza artificiale per controllare la popolazione e prendere di mira taluni come ‘classi sociali inutili’. Egli ha poi fatto riferimento al pericolo dell’odierno ‘complesso militare-industriale’ e ha identificato l’asse dei ‘Cinque Occhi’ contro la Russia e la Cina. Nonostante questi pericoli, dobbiamo costruire il futuro, ha continuato, e creare sistemi creditizi per fornire capitali diretti ai progetti di sviluppo a lungo termine, come fa la Cina per la Nuova Via della Seta. Questo fu anche l’approccio di Franklin Roosevelt.

Nel realizzare tutto questo, ha sostenuto Cheminade, non dobbiamo mai dimenticare che “il migliore collaboratore della distruzione è il pessimismo”.

Cheminade è stato seguito da John Gong, docente di economia all’Università per l’Economia e il Commercio Internazionali di Pechino, che ha parlato di “investimenti cinesi e infrastrutture americane nell’ambito delle nuove relazioni sino-americane”. La parola è poi passata a Theodore Strzhizhovskiy, consigliere della missione russa presso l’ONU, che ha letto la relazione dell’ambasciatore Vasily A. Nebenzya sul tema “prospettive di collaborazione Est-Ovest: il punto di vista della Federazione Russa”.

Gli altri relatori della sessione di apertura sono stati William Binney, ex direttore tecnico della NSA divenuto “whistleblower”, Jason Ross dello Schiller Institute, che ha parlato del “bisogno urgente di un nuovo paradigma per l’Africa” e Dennis Small, direttore per l’America Latina dell’EIR, che ha spiegato “perché Donald Trump deve esonerare Lyndon LaRouche”.

I lavori sono proseguiti con due sessioni, una sull'”Educazione estetica dell’uomo”, con un’attenzione particolare per il poeta cui si ispira l’istituto, e cioè Friedrich Schiller; e l’altra su “il destino dell’umanità nell’universo”, che ha esplorato le frontiere della scoperta scientifica oggi. Il culmine culturale della giornata si è avuto nell’esecuzione della Fantasia Corale di Beethoven da parte del Coro e dell’Orchestra dello Schiller Institute.