Con la Nuova Via della Seta torna il principio della fratellanza tra i popoli

Alla fine della scorsa settimana, in netto contrasto con la crescente incapacità dei governi europei e della stessa Unione Europea di affrontare e risolvere i problemi della gente, la presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche, aprendo i lavoro della conferenza internazionale dello Schiller Institute a Bad Soden, ha indicato la via per uscire dal caos: invece di litigare su come affrontare in Europa l’afflusso di migranti, in fuga da terre impoverite e sconvolte dalle guerre dell’Africa e dell’Asia Sudoccidentale, dovremmo unirci agli sforzi per la costruzione della Nuova Via della Seta, in modo da riavviare l’economia delle nazioni e ridare speranza ai nostri popoli. “Dovremmo ricordare”, ha affermato la signora LaRouche, “che ognuno di quegli individui è una persona a pari di ognuno di noi, qui presenti in questa sala. Non si tratta di numeri, ma di persone come i vostri vicini, i vostri amici e i membri della vostra famiglia”.

È lo Spirito della Nuova Via della Seta ad aver creato nella penisola coreana un potenziale di pace e sviluppo, gettando le basi per lo storico accordo tra il Presidente Trump e il leader nord coreano Kim, e dimostrando che la crisi coreana, che pareva irrisolvibile, può essere risolta proprio rinunciando alla politica delle guerre permanenti e del “cambio di regime” tanto care alle Amministrazioni di Bush e Obama e ai loro controllori britannici e aprendo alla cooperazione con le potenze regionali per lo sviluppo, che echeggia l’accordo tra le “quattro potenze” invocato da Lyndon LaRouche.

Oggi Trump ha chiamato il nuovo Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador (AMLO) e, stando a quest’ultimo, ha discusso di “un accordo universale su progetti di sviluppo che possano creare occupazione in Messico e, così facendo, ridurre le migrazioni e aumentare la sicurezza”.

In vista del vertice con il Presidente russo Putin, Trump ha mostrato apertura sulla soluzione potenziale di una crisi ritenuta ancor più “irrisolvibile”, quella in Medio Oriente, laddove per un secolo i britannici hanno tenuto caldo il “focolaio di guerra” tra Est e Ovest del mondo. Un tema del vertice di Helsinki sarà proprio la guerra in Siria, dalla quale Trump ha annunciato il ritiro delle truppe. Le forze curde alimentate e dirette da Washington contro l’ISIS e al-Nusra stanno ora negoziando con il governo di Assad per riportare le regioni, ora sotto il loro controllo, sotto quello del legittimo governo siriano.

Oltre a ciò, si sa che il Premier israeliano Bibi Netanyahu sarà a Mosca l’11 luglio, due giorni prima della visita del Presidente palestinese Mahmoud Abbas nelle stessa capitale. Dopo aver parlato con entrambi, Putin si recherà a Helsinki il 16 luglio. Molti sostengono che al vertice verrà discussa un’ampia strategia per il Medio Oriente e l’Asia Sudoccidentale. Sia vero o no, Trump riconosce che Putin è stato considerato finora come l’unico “attore onesto” da parte di tutti gli altri: parliamo dell’Arabia Saudita, dell’Iran e dell’Iraq, della Giordania e della Siria, di Israele e della Palestina, dell’Egitto, ecc. La Cina, tramite la sua iniziativa della Nuova Via della Seta è già operativa, lavorando alle prime fasi della necessaria ricostruzione e del successivo sviluppo, sia nel mondo arabo sia nell’Africa sud sahariana.

La conferenza dello Schiller Institute sull’urgenza del Nuovo Paradigma nei rapporti internazionali, dal titolo “Un ordine mondiale di pace fondato sullo sviluppo di tutte le nazioni”, ha dimostrato al mondo la possibilità, la necessità e l’assoluta praticabilità di tale cooperazione tra nazioni sovrane; lo ha fatto con ciò che potremmo chiamare lo “Spirito dello Schiller Institute”. Molti dei presenti hanno infatti riconosciuto che lo Schiller ha compiuto quel che nessun’altra istituzione è stata finora capace di fare: unire rappresentanti politici e personalità di spicco dall’Eurasia, dall’Africa e dagli Stati Uniti (inclusi ambienti vicini a Trump stesso) per dibattere e deliberare sui mezzi da adottare per attuare il Nuovo Paradigma e porre fine alla crisi economica ed al rischio di guerre ora patite dalle nazioni della regione transatlantica.

Nei prossimi giorni verranno rese pubbliche le registrazioni di questa storica conferenza, anche su DVD. Le trascrizioni compariranno sulla rivista americana Executive Intelligence Review. A questo punto, non vi sono più scuse per continuare nell’indolenza e nel pessimismo. È il momento di celebrare la creatività dell’Uomo, come Schiller e Beethoven espressero magnificamente nell’Inno alla gioia”: «Tutti gli uomini saranno fratelli, là dove si posa la tua dolce ala».

(Nella foto Helga e Lyndon LaRouche insieme a Hussein Askary, dello Schiller svedese, alla conferenza di Bad Soden, mostrano un depliant illustrativo di una scuola yemenita sul concetto di sviluppo economico secondo la metrica dell’economista LaRouche).