Collasso economico e neofascismo in Occidente? C’è un’alternativa

Il Global Times di ieri pubblicava una penetrante analisi del rischio di collasso di certe istituzioni americane e della possibile eruzione di manifestazioni di massa a favore di un candidato alla Presidenza in stile mussoliniano, proprio come frutto del declino economico.

“I sostenitori di Trump sono principalmente bianchi delle classi inferiori, che hanno perso molto a causa della crisi del 2008. Nel mondo occidentale, gli Stati Uniti hanno sempre avuto la classe media più ampia e più stabile, ma molti suoi membri stanno perdendo terreno. Questo coincide con la comparsa di Trump. Esternatore indiscreto, contrario alle tradizioni, diretto e volgare, è il perfetto populista che potrebbe provocare facilmente il pubblico… Da alcuni media è già stato definito come un nuovo Benito Mussolini o Adolf Hitler… Gli Stati Uniti sono minacciati dalla prospettiva di un fallimento istituzionale, che potrebbe essere innescato da una crescente massa di problemi delle vita reale”.

La stessa cosa sta accedendo in Europa, con la diffusione delle preferenze elettorali per l’estrema destra, come ha dimostrato Alternative fuer Deutschland in Germania, ricalcando con le sue percentuali quelle della disoccupazione nei Laender in cui s’è fatto strada.

È vero: stiamo assistendo al declino delle istituzioni sia negli Stati Uniti sia in Europa. Ciò segue a quindici anni di stagnazione economica, alla disoccupazione di massa, alla perdita di reddito e a una successione di guerre terribili iniziate da Bush e Obama e proseguite dai guerrafondai Cameron e Hollande, scarsamente equipaggiati ma nondimeno furiosi.

Il LaRouche PAC continua a rammentare che anche solo per queste guerre Obama potrebbe essere rimosso legalmente dalla Casa Bianca.

Tuttavia, la sua rimozione dovrebbe avvenire soprattutto poiché egli ha di fatto soppresso, con la chiusura dei programmi lunare e di esplorazione spaziale della NASA, la missione degli Stati Uniti e dei suoi cittadini alla frontiera del progresso tecnologico.

La ricostruzione della NASA e la mobilitazione ex novo della creatività degli americani sono la chiave per ribaltare la tendenza al collasso. Le misure economiche necessarie hanno un precedente nell’azione del Presidente Franklin D. Roosevelt nei confronti di Wall Street: l’obiettivo economico è l’emissione di credito nazionale per la ripresa, ma quello più alto è riattivare il senso di missione per il futuro dell’umanità, nello spazio e sulla Terra.

Kesha Rogers, democratica larouchiana in Texas, guida tale ricostruzione proprio per scongiurare quanto prospettato dal Global Times. Chiede che tale ricostruzione sia svolta con la cooperazione, in particolare, della Cina, la nazione che sta facendo i passi più lunghi nello spazio e nella costruzione di grandi infrastrutture planetarie.