Sia la Russia sia la Cina hanno lanciato un monito sulla della penisola coreana. Essa si trova “ora a un culmine, prossimo alla crisi”, ha affermato la portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Hua Chunying, aggiungendo che “al contempo v’è la possibilità di riaprire i colloqui di pace”. La Cina chiede alle “parti in causa” di calmare la situazione.

Hua ha criticato le esercitazioni militari congiunte americane e sudcoreane e lo stanziamento dei missili THAAD (nella foto). Per lei gli Stati Uniti e la Corea del Sud “hanno condotto infine nuove esercitazioni militari congiunte e hanno esercitato pressioni militari sulla RPDC” ed “è dimostrato che tale pressione e le sanzioni non possono risolvere in modo fondamentale la questione”.

A proposito del sistema di missili THAAD ha dichiarato: “Esso impedisce il processo di riequilibrio strategico regionale, danneggerà gli interessi di sicurezza delle nazioni della regione, Cina inclusa, e aumenterà le tensioni della penisola coreana”.

L’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vasilij Nebenzya, si è espresso in modo simile: “Le sanzioni da sole non costituiscono la via della risoluzione. Dobbiamo essere innovativi e inventivi”. Ha aggiunto che non si dovrebbero imporre sanzioni al di fuori del consesso dell’ONU, pur non citando direttamente Washington. La Russia e la Cina hanno fatto in modo che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, riunito il 29 agosto per discutere del collaodo missilistico nordcoreano, denunci il collaudo stesso ma non imponesse altre sanzioni.