Chiunque vinca alle presidenziali: la questione chiave è la legge Glass-Steagall

Chiunque vinca le elezioni presidenziali americane, il Congresso “anatra zoppa” diventerà il palcoscenico di un grande dramma. Nonostante le numerose sconfitte subite nelle ultime settimane, con l’implosione della sua riforma sanitaria, il collasso dell'”Asia pivot”, e l’annullamento del suo veto alla legge JASTA da parte del Congresso, Obama cercherà ugualmente di imporre l’ultima tra le sue pessime misure, l’accordo di libero scambio TPP, e di impedire l’approvazione della legge Glass-Steagall.

Il suo rappresentante per il commercio, l’ex speculatore di Citibank Michael Froman, ha dichiarato a CNBC il 2 novembre di avere “tutti i voti” necessari per far approvare il TTP al Congresso, prima che si riuniscano la nuova Camera e il nuovo Senato in gennaio, aggiungendo: “Stiamo facendo tutto il possibile per massimizzare la possibilità di farcela.”

Si riferiva ai ricatti esercitati nei confronti dei democratici, ed ai negoziati segreti con lo Speaker repubblicano alla Camera, Paul Ryan, per ottenere abbastanza voti dal suo partito per approvarlo. Froman dice loro che senza il TPP gli Stati Uniti “perderanno fette di mercato” in Asia che andranno alla Cina. Dato che molti ex alleati americani in Asia, come le Filippine e la Malesia, si stanno orientando in questo momento alla politica win-win della Cina, sono aumentate le pressioni, ed il livello di disperazione, dell’amministrazione Obama, per imporre il TPP a tutti i costi, escludendo la Cina, e riducendo i partner commerciali degli Stati Uniti ad uno stato coloniale.

Mentre gli uomini di Obama cercano di imporre il TPP al Congresso con ricatti e intimidazioni, aumentano le pressioni da parte dei cittadini non soltanto contro questo trattato, ma anche contro gli speculatori di Wall Street e per il ripristino della separazione bancaria con la legge Glass-Steagall. Questa è la campagna centrale del movimento politico di Lyndon LaRouche (vedi foto) da ancor prima del crac del 2008, e la vera battaglia si vince tra gli elettori. Un sondaggio di Lake Research la scorsa settimana ha rilevato che il 70% degli elettori democratici in quattro stati in bilico sostiene la separazione bancaria. Entrambi i partiti hanno incluso la legge Glass-Steagall nella loro piattaforma elettorale, e Trump l’ha menzionata spesso nelle ultime settimane, come modo per frenare lo strapotere di Wall Street.

LaRouche ha fatto appello ai suoi alleati affinché esercitino la massima pressione sul Congresso subito dopo le elezioni, per far loro approvare i disegni di legge per il ripristino della Glass-Steagall presentati nei due rami del parlamento

Che cosa farebbe Hillary Clinton su questi temi se fosse eletta? Pur avendo dovuto accettare la sezione sulla separazione bancaria nella piattaforma del partito, ella si è più volte detta contraria in passato, per via della sua fedeltà a Wall Street. Sul TPP sostiene di opporsi, anche se una volta l’ha definito il “gold standard” dei trattati di libero scambio.

Ciò che renderà più interessanti le battaglie post elettorali è il fatto che se gli alleati di LaRouche aumenteranno la propria capacità di mobilitazione, qualunque siano le intenzioni di Hillary Clinton, l’agenda verrà dettata dalla mobilitazione dei singoli cittadini e dei movimenti.