Chiudere Wall Street per fermare la disintegrazione finanziaria

La disintegrazione del sistema finanziario procede inarrestabile dall’inizio dell’anno. A Wall Street e alla City di Londra regna il panico ma mancano le soluzioni. Si farà ricorso al solito Quantitative Easing e ai soliti salvataggi, con o senza bail-in.

La decisione a sorpresa della banca centrale giapponese di introdurre tassi negativi sui depositi è un riflesso del panico. Ma i tassi negativi, come dimostra l’esperienza della BCE e della Banca Nazionale Svizzera non hanno portato la ripresa, bensì maggior debito.

Un altro indicatore del panico è un articolo comparso il 28 gennaio su The Economist, il settimanale della City di Londra, che prevede “caos sui mercati finanziari” nelle “prossime settimane” come risultato del lieve aumento dei tassi della Fed. “I signori della finanza stanno perdendoli controllo”, ha chiosato il Daily Telegraph, osservando che “i mercati finanziari sono diventati pericolosamente dipendenti dagli steroidi monetari a buon mercato delle banche centrali”.

Il giudizio di Lyndon LaRouche è che “le banche denunciano attivi che in realtà non valgono niente e possono essere spazzati via in qualsiasi momento. Perciò, essi dovrebbero essere cancellati sistematicamente in un processo ordinato”. La bolla deve essere sgonfiata per salvare l’economia reale e la vita delle persone.

Il modo per farlo è la riforma di separazione bancaria, o legge Glass-Steagall, per separare i debiti legittimi dal debito speculativo senza valore. Il tema è al centro della campagna presidenziale americana.