Cheminade: la Francia segua l’esempio dell’Italia sulla Nuova Via della Seta

Traduciamo una dichiarazione dell’ex candidato alla presidenza della Francia, Jacques Cheminade, inviata alla stampa nazionale e ad alcune istituzioni francesi alla vigilia della visita di Xi Jinping a Nizza.
Ora che la visita del Presidente cinese è conclusa, l’autore la ripropone quale appello a trasformare in azioni le parole spese durante il minivertice tra Angela Merkel, Emmanuel Macron, Jean-Claude Juncker e Xi Jinping entro la data del vero e proprio vertice tra Cina e Unione Europea, il 9 aprile.

Il Presidente Xi Jinping arriverà a Monaco il 24 marzo e sarà a Parigi per il 25-26 marzo. Seguendo l’esempio dell’Italia, Germania e Francia devono cogliere l’occasione per stringere relazioni più forti con la Cina, che oggi è già un partner commerciale in molti campi: aeronautica, spaziale, nucleare, ambiente, sanità pubblica, ecc. Ma bisogna andare oltre. L’ideale sarebbe innanzitutto che la cena del 26 marzo presso l’Eliseo tra i Presidenti francese e cinese, la cancelliera Merkel e il Sig. Juncker definisse un partenariato strategico, prima di concretare questa intesa con un protocollo tra tutti i membri dell’UE durante il vertice con la Cina del 9 aprile.

L’attuale situazione internazionale, caratterizzata dalle tendenze degli ambienti politici neoconservatori ancora intenti a dividere i Paesi europei e opporre l’Occidente alla Cina, esige che tale intesa dia il via ad quadro globale di cooperazione, al fine di manifestare la nostra indipendenza.

Le “dieci misure concrete” proposte dalla Commissione Europea e esaminate dal Consiglio d’Europa il 21 marzo scorso, presentano la Cina come “un rivale sistemico”, lasciando poche speranze che si vada nella direzione desiderabile. Così, se le cose si affosseranno nelle sabbie mobili di una diplomazia che ci rende vulnerabili agli effetti delle forze finanziarie slegate dalla nostra sovranità nazionale, la Francia dovrà manifestare la propria indipendenza procedendo come ha fatto l’Italia. I dirigenti cinesi non ci domandano di adottare ciò che la Commissione Europea chiama “modello di governance”, ma ci propongono di stabilire con il proprio Paese una politica di mutuo sviluppo. Noi abbiamo il dovere di cogliere la palla al balzo, senza antagonismi nei confronti di Paesi terzi, ma manifestando chiaramente e politicamente la nostra volontà.

Il mondo attuale corre grandi pericoli poiché alle guerre finanziarie succedono sempre guerre vere e proprie, in mancanza di una politica di pace. Il pericolo per noi, in queste circostanze, è di rimanere sottomessi alla dittatura finanziaria della City e di Wall Street, associata ai GAFAM. È giunto il momento di uscire dalle loro trappole, sia a livello di politica interna sia a livello dei nostri impegni internazionali.

Dando il benvenuto al Presidente Xi Jinping, riflettiamo su quanto scrisse l’intellettuale cinese Cai Yuanpei nel 1931, facendo appello a una visione di lungo periodo capace di coniugare volontà ed emozione: “Ci occorre considerare la vita di tutti e il vantaggio dell’umanità; la vita e il vantaggio dell’individuo si fondano su questi”. Riflettendo il modo con il quale la Cina si è data l’orizzonte del 2049, noi dobbiamo pensare al di fuori delle considerazione geopolitiche, osservando invece un mondo di prosperità, democrazia, civiltà, armonia e bellezza. Con la nostra cultura, la nostra ragione d’essere e il nostro patto con la libertà del mondo.

Benvenuto al Presidente Xi, che si è fissato un tale scopo per il proprio Paese.