Che cosa c’è in gioco alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

Le iniziative diplomatiche lanciate da Donald Trump, inclusi i vertici previsti con il Presidente russo Putin e il Presidente cinese XI Jinping dopo le elezioni di metà mandato, dimostrano che egli è intenzionato a perseguire il miglioramento delle relazioni internazionali senza riguardi per le ostilità sul fronte domestico. L’incontro con il Presidente russo sarà a Parigi l’11 novembre, per la commemorazione della fine della prima guerra mondiale; quello con il Presidente cinese si terrà tre settimane dopo, durante il vertice del G20. Stando ad alcune fonti, in entrambi i casi Trump intenderebbe usare tali incontri per superare le tensioni che si sono accumulate negli ultimi tempi e per rilanciare l’iniziativa diplomatica già avviata con i due presidenti.

È impossibile sapere quale sarà l’esito delle elezioni del 6 novembre. La vera questione di fondo, ignorata dai media tranne quelli attenti al movimento di Lyndon LaRouche, è il consolidarsi del Nuovo Paradigma nelle relazioni strategiche tra le nazioni, paradigma al quale Trump ha dimostrato di essere interessato, perlomeno nel rompere le regole del gioco geopolitico. A causa del controllo esercitato dai media capofila, tuttavia, pochi americani sono consapevoli del grande potenziale.

Nondimeno, i sondaggi registrano spostamenti tra gli elettori, i quali si allontanano dall’opzione, democratica e dei repubblicani di Bush, favorevole all’impeachment di Trump, nonostante la propaganda mediatica pressante ormai da due anni.

È in questo contesto che sono state avviate certe operazioni avverse a Trump. La più perniciosa è quella che tenta di attribuire agli attacchi verbali che Trump ha riservato ai suoi oppositori politici i recenti atti di violenza: i rudimentali e farlocchi tubi esplosivi inviati ad alcuni di questi (Obama, Hillary Clinton, George Soros, CNN) e la sparatoria nella sinagoga di Pittsburgh. I suoi avversari politici lo accusano di aver creato un “clima di violenza” con le sue espressioni “cariche di odio” equivalenti a un semaforo verde davanti agli occhi di estremisti pronti a uccidere le persone da lui criticate, implicando praticamente che egli stia intenzionalmente agendo su individui instabili trasmettendo loro messaggi subliminali. La vicenda dei tubi esplosivi, tuttavia, puzza di “operazione sotto falsa bandiera”, a indagare sulla quale è chiamata la stessa FBI, che è notoriamente maestra di simili operazioni.

Ciò che è chiaro, a ogni modo, è che dopo un anno e mezzo di intense indagini l’inchiesta di Mueller denominata “Russiagate” non ha prodotto risultati. Durante un comizio nello Stato dell’Illinois il 27 ottobre Trump ha confermato la sua intenzione di mantenere buone relazioni con tutte le nazioni, citando in particolare la Russia, la Cina e la Corea del Nord, nonostante gli ovvii disaccordi, sottolineando il suo rispetto per i tre presidenti in carica.