Caschi bianchi: la propaganda britannica ha finto un attacco chimico a Douma?

Giovedì 12 aprile il Ministro della Difesa americano James Mattis (nella foto) aveva detto al Congresso che il Pentagono non aveva ancora elementi certi sul presunto attacco con armi chimiche avvenuti cinque giorni prima a Douma. Gli ispettori dell’OPAC erano appena arrivati a Damasco e stavano per iniziare l’ispezione del sito quando le forze americane, britanniche e francesi hanno lanciato l’attacco missilistico contro tre strutture governative siriane nelle prime ore del 14 aprile.

Eppure ancor oggi non è ancora chiaro e verificato che cosa sia accaduto a Douma. I resoconti iniziali sono stati forniti esclusivamente dai Caschi Bianchi, un’organizzazione legata a vari gruppi di ribelli che spinge l’Occidente a intervenire per destituire il governo di Assad.

I Caschi Bianchi fanno parte dell’apparato di propaganda di guerra del governo britannico e vengono coordinati tramite il Foreign Office, il Commonwealth Office, l’Home Office, il Ministero della Difesa e l’Ufficio del Primo Ministro.

Stando ai siti del governo e a una serie di inchieste giornalistiche, l’ex ufficiale dell’esercito britannico James le Mesurier fondò il gruppo nel marzo 2013 e poi lanciò un’altra operazione di facciata britannica, Mayday Rescue, nel novembre 2014. Con sede a Istanbul e uffici nel Regno Unito e in Giordania, Mayday Rescue ha un bilancio annuale di 35 milioni di dollari per condurre operazioni di propaganda a sostegno dei gruppi ribelli che cercano di rovesciare il governo di Damasco.

È finanziata da USAID e dal Fondo per i Conflitti, la Sicurezza e la Stabilizzazione del Regno Unito. Nei suoi campi di addestramento in Turchia e Giordania, Mayday Rescue ha reclutato e addestrato almeno 3.000 siriani, poi dispiegati in 120 località, tutte nei territori controllati dai ribelli, inclusi territori occupati dal Fronte Al Nusra e dall’ISIS.

Anche la Società Medica Siriano Americana (SAMS), che sostiene di gestire gli ospedali nelle aree controllate dai jihadisti in Siria, è stata citata dai media sugli avvenimenti a Duma. Stando all’investigatore Max Blumenthal, la SAMS è finanziata quasi esclusivamente da USAID, un ente del Dipartimento di Stato. Il bilancio dell’organizzazione, stando alle sue stesse dichiarazioni, è salito dai 672.987 dollari del 2013 a quasi 6 milioni di dollari nel 2015.

Mayday Rescue e i Caschi Bianchi lavorano gomito a gomito con l’Aleppo Media Center, un altro ente di propaganda britannica, e con Incostrat (Innovative Communications and Strategy LLC), un’azienda di media e comunicazioni, fondata anche questa nel novembre 2014 da Paul Tilley, un altro veterano dei servizi segreti britannici. Tilley è stato direttore della Comunicazione Strategica del Ministero della Difesa britannico per il Medio Oriente e l’Africa. Durante la guerra in Libia, gestiva le comunicazioni col governo britannico da 10 Downing Street. Nel gennaio 2017 Tilley lanciò la nuova società, Innovation and Insight (iN2).

Sia Mayday Rescue, sia i Caschi Bianchi e Incostrat/iN2 lavorano in tandem con la 77esima brigata del Ministero della Difesa britannico, che prima si chiamava Security Assistance Group (SAG). La 77esima brigata è il principale gruppo di propaganda britannica, che decide “i metodi speciali per influenzare” stando al suo stesso sito. La 77esima brigata adotta “leve di ingaggio non militari e legittime per adattare il comportamento delle forze di opposizione e avversarie”; tra queste, ciò che chiama “IA&O” – Information Activity and Outreach. Il gruppo viene definito informalmente “le truppe di Twitter” e si vanta del fatto che “la 77esima brigata sia un agente di cambiamento”. In questo caso, si intende cambio di regime.