Bertrand Russell aveva torto: la creatività umana può superare questa crisi!

Chi non ha ancora perso ogni speranza, ha ancora la sensibilità per comprendere la crisi esistenziale in cui versiamo. Il crac in corso è peggiore di quello che ci siamo lasciati alle spalle (2007-2008) lasciando indisturbati gli speculatori dell’alta finanza, ed anche peggiore della crisi del 1929. Gli Stati Uniti sono ora minacciati come durante il periodo che precedette la Guerra di Secessione o, andando ancor più indietro, alla vigilia della Rivoluzione Americana. La stessa minaccia vale per tutte le nazioni, e si tratta appunto di una minaccia esistenziale.

Lo smarrimento è tale che molti cittadini finiscono con l’adottare comportamenti suicidi, usando eroina o scaricando un fucile su altre persone.

Se il sistema transatlantico è evidentemente fallito, la Russia e la Cina offrono una possibile risposta alla crisi. È importante comprendere che la storia recente ha visto l’Asia distinguersi, per molte ragioni, dalla regione transatlantica dominata dalle strutture imperiali britanniche, che sono l’origine del male che stiamo tutti patendo. Per comprendere appieno il processo in corso la chiave è appunto nella storia dell’Impero Britannico.

Per affrontare questo genere di problemi, l’umanità ha sempre una soluzione alla propria portata: la creatività umana.

Per accedervi è necessario sbarazzarsi di una certa zavorra intellettuale, messaci addosso dall’Impero Britannico, proprio come dobbiamo sbarazzarci del sistema finanziario fallito.

Dobbiamo liberarci delle finzioni, che sono il condizionamento che porta alla rovina.

Per farlo, occorre partire da Bertrand Russell in ragione della sua influenza anche sul pensiero economico in America, e su altre cose ad esso correlato.

Il problema di Russell è legato alla morte, trecento anni fa, di quel genio di Gottfried Wilhelm Leibniz, avvenuta alla fine del 1716. Il pensatore tedesco svolse un ruolo chiave; la sua morte sancì una grave perdita per le forze repubblicane, nella cui tradizione si inserisce oggi il nostro movimento internazionale. Contrariamente ai meriti che l’accademia attribuisce a John Locke, fu Leibniz il vero ispiratore della Rivoluzione Americana, oltreché di altre operazioni politiche di grande levatura. Decenni dopo la sua morte, il suo ruolo fu ripreso dal geniale Alexander Hamilton, colui che contribuì più profondamente alla duratura fondazione degli Stati Uniti d’America. Soltanto i princìpi economici di Hamilton hanno un senso: le altre teorie, talvolta coltivate anche in America, sono soltanto delle frodi!

La nostra crisi, come dicevamo, è peggiore di quella affrontata da Franklin D. Roosevelt, ma i princìpi hamiltoniani cui ispirarsi sono sempre gli stessi. Quei princìpi possono apportare un netto cambiamento di direzione e assicurare nell’immediato una ripresa economica, proprio come fecero con la giovane repubblica americana. Il problema è che molti cittadini americani ed europei sono stati tenuti in una condizione mentale che è sfociata in stupidità. La stoltezza è frutto della sottomissione a Wall Street e al sistema dell’FBI, che sostanzialmente andò prendendo il controllo degli Stati Uniti a partire dal 1944, ancora prima che Franklin D. Roosevelt morisse. Fu l’introduzione del sistema dell’FBI che ha causato la distruzione, sul lungo periodo, dell’economia nazionale americana.

Le menti dei cittadini americani (ed europei) sono state fatte preda del malvagio influsso, da Londra, di Bertrand Russell (1872-1970) [vedi “How Bertrand Russell Became An Evil Man” di Lyndon LaRouche]. Russell impiegò tutta la sua vita a rendere stupidi i suoi simili, in modo da renderli più facilmente controllabili, oppure, come sta accadendo ora, eliminabili. La differenza è soltanto nelle sfumature. Il suo metodo consiste essenzialmente nell’insistenza sul ragionamento matematico, che è da molto tempo la forma principale di stupidità a livello mondiale. A partire dall’anno 1900 egli riuscì nell’intento: da qui la corruzione del XX secolo e, ora, del XXI secolo. Per la maggioranza dei lettori, si tratta semplicemente di quel che avete “imparato” a scuola. Lo potete notare anche con i vostri figli, se ne avete: si tratta di quello che stanno “imparando”, come si usa dire, nella forma più disastrosamente stupida. Si tratta della stupidità che Albert Einstein disdegnava. Si tratta della stupidità che Lyndon LaRouche combatte da decenni.

Che ne dite di liberarcene una volta per tutte? Vogliamo finalmente rendere la nostra vita sensata? Vogliamo assicurare una ripresa culturale oltreché economica?

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