Ai soci della ex Banca Popolare di San Felice: separazione bancaria e rinascita

“Separazione bancaria per evitare il peggio e rinascere” è il titolo di un volantino che il Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà (MoviSol) ha distribuito ieri sera a soci e azionisti, “critici” o “insoddisfatti” secondo un quotidiano locale, riuniti in un’affollata assemblea nel paese di Camposanto (MO) per coordinare azioni di controllo e tutela dei propri risparmi, a fronte di difficoltà emerse negli ultimi anni nella gestione dell’attuale società cooperativa per azioni.

Se le domande di alcuni soci hanno dimostrato estraneità ai tecnicismi del sistema bancario e alle norme in vigore (come quella che impedisce alla banca di acquistare proprie azioni), è chiaro che le perdite di 10,2 milioni di euro certificate al 30 giugno 2017 (leggi) fanno motivare la preoccupazione espressa in numerosi interventi che “a pagare saremo noi piccoli azionisti”. Le crisi della “quattro banche” e di MPS sono state evocate, naturalmente.

La separazione bancaria soprattutto

Il nostro dirigente Flavio Tabanelli ha fatto un “intervento brevissimo, ma un po’ eccentrico rispetto a quel che è nelle vostre menti”. Riferendosi a una delle idee ventilate di valutare se la banca sia appetibile dal punto di vista di una fusione, ha commentato in modo molto categorico: “Non si può pensare di cercare un’altra banca cui appoggiarsi perché l’intero sistema bancario e finanziario è marcio a livello mondiale (vedi qui, qui, qui e qui). Quel che occorre innanzitutto è il ritornare al regime di separazione bancaria, che è l’unica cosa che può tutelare i risparmi”. Alcune giacche e cravatte in sala, naturalmente hanno scosso la testa, indignate.

I precedenti (1)

In secondo luogo, ha ricordato che “che quando nel 2008 Draghi venne qui, a Mirandola, a ricevere il Premio Pico, io cercai di sfidarlo sulla questione… che già allora si premiava più la speculazione che il credito produttivo… mi fu impedito…” (leggi) e che, più tardi, “quando venne Napolitano, nel 2012, qui, a Mirandola, [riproposi] il tema della separazione bancaria e l’emissione di credito pubblico produttivo per contribuire alla ricostruzione nel post-sisma…[leggi] finora ciò è rimasto nel silenzio, nel dimenticatoio…”

Appello

Ha quindi concluso, dopo aver precisato di non poter fare affermazioni relativamente alla banca in sé, non essendogli nota la sua situazione finanziaria, che in generale “ora siamo alla resa dei conti, […] che sia giunto il momento di guardare molto più in alto e cominciare a lavorare assieme alle vittime delle altre crisi [bancarie] su interventi di questo genere”.

Scambi di vedute

Il volantino distribuito è consultabile con il collegamento in fondo alla pagina. Esso ha permesso di imbastire alcuni scambi di idee interessanti e un botta e risposta con il nuovo presidente della banca, mentre usciva dalla sala.

– “Ah, Lei è quello contro il sistema!”,

ha detto bonariamente il presidente Flavio Zanini, ex generale della Finanza

– “No, sono per farlo funzionare!”,

ha prontamente risposto l’altro Flavio.

Un socio ha riassunto la situazione in questi termini. In generale non possiamo attenderci che una svalutazione delle azioni, se consideriamo che il gruppo bancario italiano più solido ha perso metà del suo valore. D’altra parte, molti come lui furono consigliati dai vertici della banca di non vendere le azioni (quando tiravano) in vista di una fusione (che non vi fu) e ora, che mancano anche i dividendi, i vertici si sono alzati i compensi, i quali viaggiano nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro ogni anno.

Un altro intervenuto ha ironizzato sulla misteriosa istituzione di un welcome bonus di 60mila euro consegnato a un dirigente appena incaricato, con il facile paragone con un’assunzione in un settore metalmeccanico.

I precedenti (2)

Anche quando la banca, assieme a Nomisma, organizzò il 20 giugno 2016 a Mirandola una conferenza su “Imprese locali e sfide globali” la separazione bancaria fu oggetto di un volantinaggio ai presenti. Oltre alla presenza “episcopale” di Romano Prodi (leggi “Prodi come Williamson: incorreggibile” e “Prodi, ovvero del fallimento degli economisti”), quella di Gian Carlo Muzzarelli, del quale Tabanelli attende l’aiuto, sin dal dicembre 2012 (quando in qualità di assessore regionale alle attività produttive partecipò alla serata di Radio24 “Speciale L’Emilia che riparte”) nell’organizzare a livello regionale una conferenza su questa necessaria misura di tutela dei risparmi e del credito pubblico.

Tutto questo per dire che in zona si è a lungo seminato, ma pare incerto se i semi siano caduti sulla strada, sul terreno poco profondo, tra le spine o sulla terra buona…

PDF > Volantino distribuito

Sulla stampa

Sulla Gazzetta di Modena l’intervento è riferito in modo improprio, poiché Tabanelli:
1. il 4 luglio 2008, alla consegna del Premio Pico a Mario Draghi, non fu “cacciato dal teatro”, ma gli fu detto che non erano previste domande dal pubblico e il palchetto, dal quale aveva chiesto la parola, fu precipitosamente raggiunto da due carabinieri e un giornalista della stessa Gazzetta di Modena;
2. ai soci non ha proposto il governo delle banche, bensì di lavorare, per esempio assieme alle vittime di altre banche, all’istituzione della separazione bancaria, un concetto che ha ormai i suoi anni (essendo stata attuata da Franklin D. Roosevelt nel 1933 e rilanciata dal nostro movimento a livello internazionale nel 2009).


“Popolare di San Felice, la rabbia di trecento soci” (Gazzetta di Modena)