A Nagasaki il Premier giapponese Abe affronta una dura protesta per il suo militarismo

Durante le cerimonia di commemorazione dei circa 70mila cittadini di Nagasaki uccisi tre giorni dopo quelli di Hiroshima, con il solo scopo di Truman, e dei britannici alle sue spalle, di dimostrare al mondo che la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d’America erano sufficientemente folli da adottare una politica di genocidio, i sopravvissuti che hanno parlato al Primo Ministro Shinzō Abe degli orrori di quel bombardamento gli hanno anche chiesto di far cessare la sua folle operazione di recupero del passato militarista del Giappone, che punta ad unirsi ai preparativi americani per una guerra contro la Cina, cioè ad entrare in una guerra che potrebbe estinguere il genere umano.

Il sindaco di Nagasaki, al pari del sindaco di Hiroshima tre giorni prima, ha fatto appello direttamente ad Abe affinché ascoltasse la voce del popolo che si oppone alla politica di “difesa collettiva” e all’abbandono della costituzione pacifista.

In seguito, un sopravvissuto di ottantasei anni, Sumiteru Taniguchi, ha descritto le terribili ferite che gli sono state inferte dalla bomba atomica e si è ugualmente rivolto ad Abe, seduto accanto a lui: “Non metta mano alla costituzione pacifista del Giappone!” Gli applausi che lo hanno accompagnato hanno fatto da contrasto con quanto la BBC ha riferito del primo ministro: “Il Sig. Abe guardava dritto davanti a sé, senza mostrare emozioni”.